CESENA. Lunedì riapriranno le Cucine Popolari. Il format sarà sempre lo stesso. Sei aperture settimanali: lunedì, mercoledì e venerdì a cena; martedì e giovedì a pranzo; domenica colazione. L’ obiettivo minimo è servire gli oltre 27 mila pasti offerti nella gestione 2024/2025. Mediamente gli utenti oscillano fra i 130 e i 150 al giorno. La maggior parte sono persone in difficoltà. Molte fanno parte delle nuove povertà, persone che hanno un lavoro, ma con un reddito insufficiente per soddisfare le esigenze minime di una famiglia. La filosofia sarà sempre la stessa, che è poi quella sintetizzata dallo slogan: mangia quel che vuoi, dona ciò che puoi.
Lunedì i locali di via Machiavelli presenteranno una novità: alle pareti saranno appesi quadri di pittori cesenati. Un’iniziativa gestita da Paolo Degli Angeli che ha selezionato undici artisti, ognuno dei quali esporrà le proprie opere per un mese. Si partirà con Giovanna Benzi che disegna soprattutto paesaggi celesti. L’esposizione non avrà fine di lucro. L’obiettivo, come ha detto Degli Angeli, è “portare la bellezza in un luogo che accoglie”. In questo modo la cultura può diventare uno strumento di integrazione. Al termine di ogni esposizione ogni pittore donerà un quadro alle Cucine Popolari che poi potranno metterli in vendita per finanziarsi.
Da lunedì partirà anche la staffetta del digiuno per Gaza. Sarà possibile iscriversi nel sito delle Cucine (cucinepopolaricesena.org). In un primo momento si era pensato di riservare l’iniziativa ai soli volontari, ma poi è stato valutato di renderla aperta a tutti. Chi si iscrive si impegna a digiunare per 24 ore.
Sollecitato dalle domande dei giornalisti, la conferenza stampa di questa mattina per il direttivo è stata l’occasione per replicare alle polemiche legate alle accuse di Fratelli d’Italia. La presidente Oriana Casadei ha ricordato che tutti i pochissimi contributi ottenuti dagli enti pubblici sono arrivati dopo aver partecipato a bandi pubblici. Stesso identico percorso seguito per la nuova sede. Invece per i contributi legati all’alluvione non c’è nessun legame con l’amministrazione comunale. I bonifici sono arrivati direttamente alle Cucine Popolari dopo che la sede era stata distrutta dall’acqua. Donazioni (da singoli e aziende) di circa 350 mila euro. La stragrande maggioranza verrà reinvestito nella nuova sede: duecentomila euro saranno girati all’amministrazione comunale per contribuire alla spesa prevista per i lavori più di cinquantamila saranno utilizzati per gli allestimenti. La parte maggiore sarà destinata alla cucina.