RAVENNA. “Come l’Edipo del mito greco, che si affanna per allontanare una sorte finendo tragicamente per compierla, anche Macbeth e Lady vorrebbero affrettare o modificare un destino – immutabile – che è già stato predisposto per loro”.
Con queste parole il regista Fabio Ceresa descrive la costante tensione fra ordine dell’universo e volontà umana che nella sua visione domina il Macbeth di Verdi, con cui si apre la nuova Stagione d’Opera del Teatro Alighieri di Ravenna.
Venerdì 30 gennaio alle 20 e domenica 1 febbraio alle 15.30, torna in scena all’Alighieri il primo dei titoli con cui Verdi si misurò con l’ammiratissimo “papà” Shakespeare (su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei), inaugurando un dialogo che avrebbe segnato profondamente la sua carriera. In scena, Macbeth e Lady Macbeth sono rispettivamente Franco Vassallo e Marily Santoro; Roberto Scandiuzzi si cala nei panni di Banco, Erica Cortese interpreta la dama della Lady, Matteo Falcier e Francesco Pittari sono rispettivamente Macduff e Malcolm. Alin Anca si divide fra il medico, un domestico, il sicario e un araldo. Giuseppe Finzi dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, mentre il Coro Lirico di Modena è preparato da Giovanni Farina. Le apparizioni sono Leonardo Cavezzali e Aldo Minguzzi, solisti delCoro di Voci bianche Ludus Vocalis e Scuola Novello preparati da Elisabetta Agostini, e in scena c’è anche la compagnia di danza Fattoria Vittadini. La regia di Fabio Ceresa può contare sulle scene di Tiziano Santi, i costumi di Giuseppe Palella e le coreografie di Mattia Agatiello. La coproduzione vede l’Alighieri accanto ai teatri di Pisa, Rimini, Genova, Modena, Livorno, Reggio Emilia e Ferrara.
Giovedì 29 gennaio, alle 18, il Salone Nobile di Palazzo Rasponi (Piazza Kennedy) accoglie il primo degli appuntamenti Prima dell’opera, il percorso di incontri a ingresso libero dedicati ai titoli in cartellone; in questo caso la riflessione è guidata da Carla Moreni, critico musicale del Sole24Ore e docente di Storia del teatro al Conservatorio di Milano.
“Verso di noi il proscenio, la realtà materiale dove si muovono personaggi. In fondo alla scena, la dimensione sottile dove esistono le cose che non sono ancora e quelle che non sono più – racconta Fabio Ceresa nelle note di regia – A collegare questi due piani, un percorso astratto composto da cornici concentriche: il varco tra i due universi che percorriamo alla nascita ed alla morte. Lungi dall’essere due mondi distinti, questi due spazi si compenetrano costantemente, perché quello che accade al di qua non è che un riflesso di ciò che si decide al di là. Non c’è morale, non c’è psicologia, ma solo una danza di forze che attraversano il buio e la luce. In contrasto con l’asciutta geometricità della scena, che è ridotta a pura struttura e linea, i costumi incarnano la dimensione sacra e vertiginosa del mito. Il mondo geometrico e rigoroso delle cornici quadrate trova così un controcanto di opulenza sacra, come se l’universo stesso, nel momento in cui si manifesta, non potesse che farlo con un’immagine di tragica bellezza.”
La nuova Stagione ha offerto l’opportunità di rinnovare l’incontro fra spettacolo dal vivo e arti visive, nel segno della nuova generazione di artisti che si stanno formando nella nostra città. A caratterizzare i materiali promozionali sono l’Hermaphroditus (2011) del mosaicista Giuliano Babini e i ritratti fotografici di tre studentesse del Conservatorio G. Verdi – ovvero Clara Civenni, Alexsandra Pickard e Vera Della Scala – che hanno indossato i costumi realizzati da Alessandra Landini, Francesca Fantoni e Federica Sabbatani per il corso di Decorazione di Graziano Spinosi all’Accademia di Belle Arti, calandosi idealmente nei panni delle tre donne protagoniste dei titoli in cartellone: Lady Macbeth, Isabella e Carmen.
Il percorso Opera continuerà con i nuovi allestimenti de L’italiana in Algeri (13, 15 marzo) e di Carmen (24, 26 aprile). Mentre la regia di queste produzioni è firmata rispettivamente da Fabio Cherstich e Stefano Vizioli, in buca c’è sempre l’Orchestra dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini, diretta da Alessandro Cadario in Rossini e Audrey Saint-Gil in Bizet.
La Stagione d’Opera e Danza 2025/26 è resa possibile dal sostegno del Comune di Ravenna, della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Cultura e dal contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Si ringraziano inoltre i nuovi sponsor della Stagione, Marco Gerbella e Forlini Optical, e il partner per la mobilità Ghetti Auto Concessionaria DS.
Info e prevendite: Biglietteria Teatro Alighieri – tel. 0544 249244 – www.teatroalighieri.org
