
POLEMICHE A FORLI’
“NESSUNA VALENZA CULTURALE
PER LA CICLABILE DELLA ROCCA”
di Fabrizio Rappini
Lo scorso 21 gennaio, è stata ufficialmente inaugurata la ciclabile nel fossato della Rocca di Forlì. Un’opera da oltre 300mila euro praticamente inutile dal momento che sul lato opposto della strada c’è già una ciclabile. Ma, il punto non è questo. Il punto riguarda la mistificazione storica che si è concretizzata durante la cerimonia di inaugurazione.
VALENZA (IN)CULTURALE
“Quello inaugurato mercoledì sera – come riportato da Forlìtoday – aveva spiegato Gianluca Rizzo, dirigente del Servizio infrastrutture, mobilità e protezione civile del Comune, è un piccolo stralcio, ma molto significativo, perché collega tutto il sistema ciclabile della città, oltre che esser costruita nel fossato della Rocca in prossimità della cittadella sforzesca, quindi con valenza culturale”.
NESSUNA CITTADELLA SORZESCA
Un riferimento storico, a quanto pare, inesistente e completamente sbagliato tanto da far insorgere chi di storia se ne intende veramente e non spara paroloni un tanto al metro. Questo signore si chiama Sergio Spada che, fino al 2019 è stato funzionario alla cultura (quella vera, ndr) del Comune di Forlì.
“A Forlì – ha detto – non esiste nessuna cittadella sforzesca. La rocca e la cittadella furono costruite nei primi anni Settanta del Quattrocento per conto di Pino III Ordelaffi su progetto di Mastro Giorgio Fiorentino, con qualche piccolo aggiustamento di Gerolamo Riario dopo il 1480 e non hanno nulla di sforzesco. La signora Caterina, se a lei ci si vuole per forza riferire, si limitò ad abitarvi per difendersi dai forlivesi dopo il 1488”. Per concludere sarcasticamente con un “Non ce la potete fare”.
UN PO’ PIU’ DI ATTENZIONE?
Sarebbe auspicabile un po’ più di attenzione quando si fanno riferimenti storici. Ci si sarebbe anche aspettato una correzione sulla “cittadella sforzesca” anche eventualmente da parte dei rappresentanti dell’amministrazione comunale, ad iniziare da chi in giunta ha la responsabilità della cultura. Magari, vista la candidatura a città della cultura 2028 chiamare a collaborare chi, in particolare, la storia la conosce.

Nelle foto il libro di Sergio Spada su Pino III Ordelaffi e il librone della Fondazione in cui si racconta la storia delle rocche di Forlì, Forlimpopoli e Cesena dove Spada ha scritto il saggio sulla Rocca di Ravaldino.
