La storia di Elsa Morante al Socjale

PIANGIPANE. Martedì 17 febbraio alle ore 21 al Teatro Socjale, Michele Di Giacomo e Tamara Balducci di Alchemico Tre ripercorrono con Dodici stanze per Elsa Morante gli anni della formazione di una tra le scrittrici e intellettuali più influenti del secondo dopoguerra. 

Artista carismatica, libera, Morante ha lottato tra pregiudizi e indigenza per ricavarsi un posto nel mondo delle letteratura. Arriva nella capitale non ancora ventenne, vive in stanze in affitto in una Roma fascista e maschilista, fa pubblicazioni senza poterle firmare, scrive compulsivamente. Una scrittura caratterizzata da una profonda analisi psicologica dei personaggi e da una visione lucida delle sofferenze storiche e personali, che indaga temi come la solitudine, la guerra, la memoria e la condizione femminile.
La celebrità arriva a 30 anni grazie al romanzo Menzogna e sortilegio. Con L’isola di Arturo vince il Premio Strega (prima donna a vincerlo), La Storia è un best seller mondiale. Le sue opere hanno segnato la cultura italiana del Novecento e lei stessa diventa punto di riferimento per le giovani generazioni di artisti e artiste.

A quarant’anni dalla sua scomparsa, per restituire l’importanza rivoluzionaria della sua opera plasmata dalla sua biografia, Alchemico Tre prova a ricostruire quella lotta di donna e di artista, partendo dagli anni della formazione, con l’utilizzo di un dispositivo che mette in scena, in uno spazio vuoto, un attore, un’attrice e una telecamera. 
Le dodici stanze del titolo corrispondono ai dodici indirizzi in cui la scrittrice ha abitato a Roma nella giovinezza (via Margutta, l’appartamento di Bragaglia, via Sgambati…): erano camere ammobiliate, anonime pensioni, tuguri. In ogni stanza un episodio della sua vita: le prime pubblicazioni nel Corriere dei Piccoli, le notti insonni, la rabbia, le lettere, l’incontro con Alberto Moravia, la guerra.

In scena Tamara Balducci e Michele Di Giacomo, partono dallo studio di Via dell’Oca 27, ultimo dei suoi alloggi di gioventù. Osservano i suoi mobili, le sue foto, leggono frammenti dei suoi romanzi e poi decidono di spostarsi, aiutati da un navigatore satellitare e da una telecamera. Un viaggio nel tempo, rivivendo gli episodi della sua vita. 
«Ogni stanza – afferma Di Giacomo – è una tappa del processo creativo che la porterà a definire il suo immaginario e la sua scrittura.[…] In quelle camere creazione e vita si mescolano, realtà e sogno si fondono. Perché quelli sono anni in cui la stanza in cui scrivere è anche la stanza in cui si vive e si sogna».

I due attori in scena diventano Elsa Morante e Antonio e agiscono in un arco temporale che va dagli anni Trenta fino alla pubblicazione di Menzogna e sortilegio. Elsa scrive, sogna, lotta, conosce Moravia, fugge dalla guerra. Accanto ha sempre Antonio, che la sprona, la ascolta e la provoca, mentre lei si perde alla ricerca del proprio immaginario e infine lo trova nel suo stesso smarrimento. «Scrivere e sognare, due esperienze molto vicine – annota Di Giacomo – del resto, come annota Morante in Lettere ad Antonio, non è forse questo il segreto dell’arte?».

Lo spettacolo – che ha visto pagine scritte anche durante le prove a VulKano (ex scuola elementare di San Bartolo, oggi luogo di residenze artistiche) – è parte di Rileggere Elsa Morante, un progetto di Alchemico Tre a Cesena, una rassegna di incontri e laboratori per esplorare il mondo di Morante con uno sguardo verso il futuro. 

La Compagnia Alchemico Tre, che Michele Di Giacomo fonda a Cesena nel 2015, lavora nell’ambito teatrale producendo spettacoli di drammaturgia contemporanea rivolti sia ad un pubblico adulto che alle giovani generazioni, in collaborazione con i maggiori enti teatrali della regione Emilia-Romagna tra cui Teatro Bonci, Ert, Ater, Cronopios e realizzando progetti culturali, festival (FU ME) e percorsi di formazione con gli under 35 del territorio romagnolo, in collaborazione e col sostegno di Scuole, Comuni, Regione ed associazioni.

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