Al Rasi l’Arlecchino di Dammacco/Balivo

RAVENNA. La Stagione dei Teatri 2025/2026 ospita al Teatro Rasi il 24 febbraio alle ore 21 Arlecchino nel futuro, la nuova creazione di Mariano Dammacco e Serena Balivo, prodotta da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.

Lo spazio scenico è realizzato dal Laboratorio di scenografia di ERT, guidato dallo scenografo Gioacchino Gramolini; le maschere sono del Maestro Renzo Sindoca e dell’artigiano Leonardo Gasparri. I costumi sono di Eleonora Terzi e le musiche originali sono composte da Marcello Gori.

La pièce ha come protagonista una delle maschere più famose e amate della Commedia dell’Arte, Arlecchino, che parla una lingua tra l’italiano e un veneziano “schiarito” e comprensibile, ed è alle prese con androidi e astronavi. La vicenda è ambientata tra circa un secolo in un imprecisato Nord Italia: fa molto caldo e gli umani sono pronti a migrare sulla Luna, alla ricerca di una vita migliore. Arlecchino allora, un “poareto” con la fedina penale sporca, cerca un espediente per non partire, finendo per fingersi un androide. Accanto ad Arlecchino (interpretato alternativamente da Serena Balivo e Mariachiara Falcone) prendono vita personaggi che dialogano con le maschere tradizionali: il Vecio nel solco di Pantalone, l’Androide 17-22 con una maschera di Pulcinella ispirata ai disegni del Tiepolo, lo Sbirrandroide che evoca il Capitano, e il Puteo, “uomo del futuro” cresciuto dalle macchine, con una maschera d’invenzione. 

L’idea di far dialogare la tradizione della farsa con l’immaginario tecnologico nasce da alcuni esperimenti di Mariano Dammacco e Serena Balivo con sistemi di intelligenza artificiale. Tra cortesia “programmatica”, vincoli di protocollo e paradossi spesso buffi, Arlecchino nel futuro è una riflessione sul rapporto uomo-macchina e su come le tecnologie possano insinuarsi nelle nostre relazioni e nella percezione di noi stessi, fino a toccare domande radicali sul senso della vita e, forse, sulla promessa dell’immortalità.

Info: ravennateatro.com

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