Le Regioni della Pianura Padana stanno investendo, coordinando interventi e assumendosi responsabilità per ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria. Proprio mentre questo lavoro comincia a dare segnali di miglioramento, la Legge di Bilancio 2026 interviene con un taglio del 75% al Fondo nazionale dedicato al bacino padano: 240 milioni di euro in meno nel triennio 2026-2028. Per l’Emilia-Romagna significa circa 52 milioni di euro in meno su politiche ambientali e di mobilità sostenibile.
Con una risoluzione depositata in Assemblea Legislativa, a prima firma della Consigliera regionale Francesca Lucchi, insieme al Capogruppo PD Paolo Calvano ed al collega Raffaele Donini, chiede alla Giunta di rappresentare formalmente al Governo l’impatto di questa scelta e di proseguire, insieme alle altre Regioni del bacino padano, un’azione istituzionale coordinata per il ripristino delle risorse. La risoluzione impegna inoltre la Giunta a monitorare gli effetti del ridimensionamento del Fondo sulle politiche regionali, a rafforzare il confronto in sede di Conferenza Stato-Regioni e a richiedere il ripristino delle risorse nel primo provvedimento legislativo utile.
“In questi anni – dice la consigliera regionale Francesca Lucchi – abbiamo approvato il nuovo Piano Aria Integrato Regionale e messo in campo misure concrete su mobilità, agricoltura, energia. Gli incentivi per biciclette elettriche e cargo bike hanno consentito, solo negli ultimi tre anni, l’acquisto di circa 15.000 mezzi. Parliamo di 11.833 domande finanziate tra 2023 e 2024 per oltre 6,2 milioni di euro. È un lavoro serio, strutturale, che coinvolge cittadini, Enti locali e sistema produttivo.”
Un impegno che, nonostante condizioni strutturalmente sfavorevoli come la conformazione geografica chiusa e l’alta densità abitativa, stava dando risultati. Legambiente ha sottolineato come il taglio comprometta gravemente l’attuazione dei piani regionali, mettendo a rischio il rispetto dei limiti europei proprio nel momento in cui le Regioni padane stavano dimostrando la volontà di accelerare sul risanamento dell’aria.
Anche il mondo sanitario è intervenuto: ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente) ricorda che tagliare gli investimenti sulla qualità dell’aria significa incidere direttamente sulla salute, perché l’inquinamento è tra i principali determinanti di malattia e morte prematura e colpisce soprattutto bambini, anziani e soggetti vulnerabili.
La Pianura Padana resta una delle aree più inquinate d’Europa, con circa 25 milioni di persone esposte quotidianamente. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, l’inquinamento atmosferico provoca ogni anno 238.000 morti premature in Europa, di cui circa 43.000 in Italia, in larga parte concentrate proprio nelle regioni padane. A tal proposito il Bacino Padano è già sotto procedura di infrazione comunitaria e la riduzione delle risorse da parte dello stato, quindi delle politiche, possono compromettere il percorso di uscita dalla procedura di infrazione, con una ricaduta che ad oggi non si può stimare.
