VIAGGIO NELLA CITTA’ DA SISTEMARE
ANCHE SULL’EDUCAZIONE
TERZA PUNTATA
di Fabrizio Rappini
PREMESSA
Il viaggio lungo i sentieri della città che sarebbero da sistemare è arrivato alla terza puntata. Ma è una puntata diversa perché non tratta di cose materiali ma di sensibilità ed educazione. Educazione da parte dei cittadini, ma anche educazione da parte di alcuni amministratori che evidentemente si sentono sopra ogni cosa. Tanto da non rispondere a chi chiede come fare a dotare, a spese proprie, una scuola di canestri per l’attività della pallacanestro. Una richiesta fatta dal sottoscritto all’assessore allo sport, Kevin Bravi. In questo articolo troverete il testo e la foto (1) della mail inviata all’assessore, copia (2) di una mail precedente, gli screenshot (3 e 4) della famiglia che vorrebbe comprare i canestri e dell’incarico che è stato dato a me in quanto non vogliono apparire. Buona lettura. Anche se non lo faccio mai sollecito commenti.
IL TESTO DELLA MAIL
“Assessore Bravi, lo scorso 26 febbraio le ho inviato una mail (allego copia) con la quale le chiedevo come doveva fare la famiglia che si era offerta di comprare i canestri che mancano alla scuola Mellini di Carpena. Evidentemente la qualifica di assessore non comporta in se anche un minimo di educazione. Quella educazione che avrebbe dovuto far sì che arrivasse la risposta alla domanda, fatta da me, per conto della famiglia benefattrice. E invece no, lei non si è degnato di rispondere a una domanda, non fatta per un tornaconto personale, ma per il bene della comunità dal momento che era finalizzata a donare a una scuola elementare quei canestri che il comune non provvede a comperare e dar quindi modo a dei bambini di praticare la disciplina sportiva della pallacanestro. Sarebbe bastato dire qualcosa in merito, ma non lo ha fatto. Un comportamento che si qualifica da solo e che con questa mail porto a conoscenza di tutto il Consiglio comunale perché qui non si tratta di essere di uno schieramento o di un altro. Si tratta di bambini che hanno il diritto di praticare sport ma che ora non possono farlo. Spero che su questo si possa essere tutti d’accordo e che ora qualcuno, se non vuole farlo lei perché magari le sto antipatico, mi dia una risposta sulla possibilità di donare i canestri alla scuola elementare Mellini di Carpena. Cordiali saluti a lei e a tutti i consiglieri che leggono in copia”.
