RAVENNA. La ricerca coreografica di Gloria Dorliguzzo sull’Hasapikos, antica danza popolare greca il cui nome significa letteralmente “danza dei macellai”, arriva al Teatro Rasi con un doppio appuntamento.
Lo spettacolo Butchers, in scena in anteprima nazionale sabato 14 marzo alle ore 21; e Butchers Capsule, un dispositivo performativo, teorico e immersivo che affianca il progetto, in programma venerdì 13 marzo alle ore 21 negli spazi del Ridotto.
A partire dall’origine etimologica dell’Hasapikos, in Butchers Dorliguzzo ricostruisce una partitura ritmica dei gesti legati al taglio della carne, per esplorare la possibile origine rituale di questa arcaica danza. Secondo antiche testimonianze, infatti, i macellai sarebbero intermediari tra il divino e la natura, poiché a essi era affidato il compito di dividere la vittima sacrificale per gli dei e per il popolo. In una scena vuota, i corpi dei performer si muovono secondo una grammatica precisa di azioni e ripetizioni, una sequenza di gesti essenziali, priva di qualsiasi elemento realistico, come tipico del rito. Il lavoro della macelleria viene così inteso come memoria del corpo, trasformando il gesto del taglio della carne in materia coreografica capace di lasciare traccia di un sapere antico, sospeso tra necessità, sacralità e rito.
Ad affiancare la ricerca, Butchers Capsule, un dispositivo performativo e teorico che amplia il progetto mettendo in relazione corpo, parola e pensiero. L’evento si sviluppa su due spazi comunicanti: attorno a un tavolo, come in un’assemblea pubblica, una studiosa dei linguaggi performativi – la dramaturg Lucia Amara – conduce una lectio sul sacrificio e sul taglio rituale dell’animale nel pensiero greco antico, aprendo il discorso al dialogo con il pubblico. In uno spazio adiacente, una cella a bassa temperatura (-5°), dove un macellaio esegue in continuum le sequenze del taglio. A piccoli gruppi, gli spettatori potranno spostarsi tra la performance e l’assemblea, generando un flusso continuo tra luogo della parola e luogo del corpo, tra teoria ed esperienza.
Butchers e Butchers Capsule compongono due momenti di uno stesso percorso di ricerca: da un lato la traduzione coreografica di una memoria gestuale arcaica, dall’altro un dispositivo che mette in dialogo pratica artistica, riflessione teorica e partecipazione del pubblico.
Info: ravennateatro.com
