L’Italia è la terza economia europea, ma l’ottavo Paese per capacità di creare nuove imprese. Lo scrive oggi il Corriere della Sera a firma di Francesco Bertolino. Stando così le cose possiamo riconoscere che abbiamo un problema. Significa che non investiamo a sufficienza in ricerca. E, così facendo, andremo a sbattere. Del resto i numeri sono impietosi: nel 2024 sono 78 mila i giovani che hanno lasciato l’Italia e rispetto agli ingressi di immigrati provenienti da economie avanzate e appartenenti alla fascia 18-34 anni, il saldo è meno 61 mila. Se si allarga lo sguardo al periodo 2011-2024 sono emigrati dall’Italia 630 mila giovani: il 49 per cento dalle regioni del Nord e il 35 per cento dal Mezzogiorno. Fonte il Sole 24 Ore.
Il che significa che il sette per cento dei giovani italiani è andato a cercare fortuna all’estero e la maggioranza è di ragazzi del nord industrializzato. I Paesi più scelti sono Germania, Spagna, Regno Unito, Svizzera e Francia, che da soli accolgono oltre la metà dei giovani espatriati.
Le cause sono diverse. Mancanza di opportunità (l’Italia ha il tasso di occupazione di neolaureati/neodiplomati (20-34 anni) più basso d’Europa), retribuzioni basse, qualità della vita.
Il problema non è solo la quantità, ma anche la qualità di coloro che scelgono di emigrare: il 42,1% dei giovani che ha lasciato il Paese negli ultimi tre anni era laureato, un dato in continua crescita rispetto alla media del periodo 2011-2024 (33,8%). Questo segnala un crescente esodo di giovani altamente qualificati, un fenomeno che rischia di compromettere il futuro competitivo dell’Italia, privata di una parte fondamentale delle sue risorse intellettuali e professionali.
Poi la ciliegina sulla torta. Il Corriere della Sera scrive: gli italiani residenti all’estero sono 6 milioni e 400 mila mentre gli stranieri residenti in Italia ammontano a 5 milioni e mezzo. Quindi: ci sono più italiani fuori dall’Italia che immigrati che vivono stabilmente nel nostro Paese. L’Italia si sta svuotando, il saldo tra arrivi e partenze è negativo e la spinta arriva dai giovani, spesso laureati. Il 2024 è stato l’anno record, con oltre 155 mila connazionali che hanno cercato una nuova vita fuori dall’Italia. Entro il 2050 potremmo perdere 4,5 milioni di abitanti non solo perché nasceranno meno bambini ma anche perché torneremo a essere un Paese da cui fuggire anziché trasferirsi.
Insomma: non andremo sui barconi, ma qualcosa di simile. Ne vogliamo parlare o continueremo a nascondere la polvere sotto al tappeto?
