Il giorno più bello, anche per il tuo cane. Chi è e cosa fa La wedding dog sitter.

Elisa Guidarelli: tra intuizione e coraggio. Come si trasforma un’idea in un segmento di mercato che nessuno aveva ancora visto.

Quasi quattro famiglie su 10 hanno almeno un animale domestico. Il 22,1% delle famiglie possiede almeno un cane. Elisa Guidarelli, la più famosa wedding dog sitter d’Italia, questi dati non li aveva quando nel 2010 inventa letteralmente un servizio che non c’era. I cani hanno sempre fatto parte della sua vita sin da quando era piccola quindi, perché non coinvolgerli anche il giorno più importante, quello del suo matrimonio. Il punto è che Elisa non cercava un addestratore o un educatore e nemmeno un/una dog sitter. Cercava un/una professionista che facesse vivere ai suoi cani il matrimonio in modo sereno, come un’esperienza appagante. Da lì l’idea: creare un’attività che fosse inclusiva e rispettosa, soprattutto per i cani e fare felici gli sposi.

Elisa Guidarelli, wedding dog sitter.

Gli italiani amano i propri animali. Non sono semplici quattrozampe, bensì membri effettivi della famiglia e come tali partecipano a tutte le attività. Incluso il matrimonio dei propri umani. Non ti è sembrato strano che non ci fosse un servizio apposito?

Mi sono stupita anche io. A suo tempo, parliamo del 2010, avevo fatto una ricerca apposita. Sapevo esattamente cosa era importante per un cane affinché potesse vivere la giornata del matrimonio in modo sereno. Le persone che conoscevo avevano dovuto lasciare i loro pelosi a parenti o amici, rinunciando alla gioia di averli con sé in quel giorno.

Parlando proprio dei cani, cosa significa per loro stare in quel contesto?

Partiamo dal presupposto che per un cane quella è una situazione completamente nuova: spazi che non conosce, ristretti e affollati in cui vede la sua umana circondata da figure che si muovono in modo diverso da ciò che lui (o lei) conosce, persone con le quali non si relaziona abitualmente e che, magari, si avvicinano senza che lui (o lei) voglia e con gesti che creano ansia. Quindi, il punto è gestire le sue emozioni ed evitare che viva quei momenti come qualcosa di spiacevole che potrebbe lasciare dei traumi in seguito.

Come sei entrata nel mondo canino?

Lavorando come toelettatrice. È stato un banco di prova eccezionale perché ho imparato a gestire i cani in un lasso di tempo stretto e in maniera corretta emotivamente per loro, ma anche per me. Ho acquisito una consapevolezza tecnica che poi mi è servita quando ho progettato questo servizio.

Qual è stata la reazione quando hai cominciato a parlare di questa tua idea?

Mi hanno letteralmente presa per pazza. “Ma chi vuoi che richieda un servizio del genere”. Ma io sono testarda e sono andata avanti. E ho avuto ragione negli anni.

Qual è stato il primo matrimonio che hai curato?

Il primo matrimonio è stato quello di una coppia di Salerno che mi ha trovato via blog. Ero terrorizzata e anche elettrizzata perché un conto è immaginare un servizio, un altro è avere a che fare nella realtà con una creatura che non ti conosce. È stata una scossa di adrenalina che mi ha fatto concentrare per costruire bene quella situazione.

Come ti relazioni con il cane?

Mi sono data una regola: non lo incontro mai prima della cerimonia. Ed è proprio questo il segreto per far funzionare tutto. Se ad esempio vengo a casa tua, il cane può associare qualcosa di negativo alla mia presenza, anche in modo involontario. Il giorno del matrimonio devo togliere il cane da una situazione di stress, se io ho già una relazione, rischio di non riuscire a costruire nulla in quel momento. Invece, lavoro molto insieme ai proprietari basandomi sulle informazioni di razza e su ciò che mi raccontano loro. In questo modo il rapporto non può essere condizionato. Sono sempre momenti delicati in cui non è ammesso nessuno sbaglio. Per questo il nostro lavoro è diverso da quello di un educatore: noi lavoriamo sulla prevenzione, l’educatore sul sintomo. Facciamo un lavoro di consapevolezza con i proprietari per fargli capire questa differenza.

Quali sono gli elementi che servono per fare bene il vostro lavoro?

Dobbiamo conoscere a menadito tutti i momenti del matrimonio e tutte le situazioni per capire il contesto e i possibili scenari che dovremo vivere insieme al cane. La nostra è una vera e propria radiografia logistica del matrimonio. Un esempio? È fondamentale sapere quanto dista un posto dall’altro perché se il cane soffre il mal d’auto dobbiamo evitare che diventi una fonte di stress quando arriverà. Inoltre, ogni cane è diverso: nelle sue caratteristiche genetiche, nelle esperienze che ha fatto e che lo hanno fatto maturare a livello emotivo. Recentemente ho lavorato con un cane dell’esercito che faceva ricerca mine. Mi sono studiata un protocollo prima di arrivare e di gestirlo. In me ha trovato una persona che gli ha dato dei ruoli, proprio ciò a cui è abituato. La mia esperienza serve anche a questo: ad essere proattiva e rapida nel saper affrontare situazioni e imprevisti.

Come hai costruito le competenze necessarie, sia tecniche che manageriali?

Ho iniziato come toelettatrice e devo dire che questa attività è molto sottovalutata: devi capire il cane, manipolarlo, gestire il suo carattere e anche la tua emotività mentre lavori. Negli anni ho aggiunto altre competenze, sono diventata addestratrice e soccorritrice di primo livello. L’esperienza fatta in questi quindici anni ha completato la parte teorica. Il mio è un lavoro delicato: se sbaglio, metto in difficoltà tutti quelli che sono coinvolti in quel giorno. Ecco perché devo sapere tutto.

Quali difficoltà hai incontrato per fare impresa?

Avevo già delle competenze di marketing e sono partita dall’analisi del mercato, ho creato una sorta di avatar del cliente ideale, una sposa con desideri, dubbi, ansie eccetera e ho strutturato un servizio ad un prezzo che valesse la pena. Io ero convinta di questo progetto, ma all’inizio era un side project perché io avevo il mio lavoro. Ho scalato velocissimamente, partendo da un blog. La difficoltà più grande è stata far capire che questa è un’attività strutturata e seria. Sono andata avanti nonostante tutti mi scoraggiassero (“ma chi vuoi che se lo porti il cane ad un matrimonio”). E certamente sono capitata nel momento giusto. Ho aggiustato gli errori in corso d’opera, per esempio, trovare un equilibrio tra il prezzo del servizio e i costi. Dopo il primo matrimonio ne sono arrivati tanti altri e anche tante collaborazioni eccellenti. E pian piano la percezione degli altri fornitori è cambiata, anche grazie ad una coerenza di posizionamento: non sono una dog sitter. SonoLa wedding dog sitter.

Tu lavori con le strutture ricettive, qual è la loro principale paura nell’accogliere gli animali?

Non hanno la struttura organizzativa che gli dà la capacità di gestire la situazione: il cane in camera che morde i mobili, il cliente allergico, il padrone maleducato. E sono spaventati. Ma anche una sorta di fanatismo estremo: i cani possono fare tutto perché sono cani. Invece non è così perché un hotel è una struttura che accoglie anche tutti gli altri clienti umani. Il nostro metodo aiuta gli albergatori a capire la motivazione principale che deve guidarli ad accogliere gli animali in struttura. E non è “perché mi piacciono i cani”, bensì perché è un segmento di mercato.

Hai avuto una prima idea e poi anche un’altra con questo nuovo servizio. Come nutri la tua creatività?

La passione è il mio nutrimento perché il mio lavoro è la cosa più bella del mondo. Non mi accontento mai, sono sempre alla ricerca di quel qualcosa in più. Osservo gli altri mercati e rubo ciò che posso applicare nel mio.

Da piccola sei cresciuta in barca. Cosa ti ha insegnato il mare?

Mi ha insegnato la resilienza, perché in mare puoi avere il vento oppure no. E mi ha insegnato la gratitudine, un valore importante che riconosce le piccole conquiste. La barca mi ha insegnato il rispetto, la cosa più importante: gli animali sono animali e vanno trattati con un’etica che io non ho mai calpestato, quindi, ho rinunciato a tante proposte, proprio per il rispetto dei miei valori che sono la mia bussola.

Quanti cani hai adesso? O meglio quanti animali hai?

Ho tre cani e un gatto. Sono due alani e una terranova.

Grazie Elisa!

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