È pimpante, determinato e con le idee chiare. Gli avversari politici di Enzo Lattuca, sindaco di Cesena, possono contestare i progetti, ma non di navigare a vista. Ha le idee chiare sulla città e sul futuro amministrativo. A partire da quello che vorrà fare per la sua successione. Non entra nei nomi di chi vorrebbe al suo posto, soprattutto perché comunque sarebbe ancora troppo presto. Però garantisce che farà di tutto per creare le condizioni per favorire la successione.”È importante non sentirsi indispensabile e non fare in modo di esserlo. Se alla fine di un periodo c’è il vuoto è un grosso errore”.
Sollecitato dai giornalisti lo ha detto nella tradizionale conferenza stampa di fine anno che è stata l’ occasione per parlare del 2026.

Due i punti sui quali ci sarà l’ operatività. Innanzitutto il centro storico. Dopo tanta sperimentazione la pedonalizzazione diventa definitiva. Indietro non si torna. Il provvedimento riguarda il cuore del centro e il periodo preso in considerazione è il fine settimana. L’ area sarà delimitata in modo da evitare “incursioni”. “Sul come ci confronteremo, ma il dado è tratto” ha detto Lattuca che ha fatto anche un po’ di ammenda: “Avendo avuto più coraggio avremmo potuto farlo prima. È una scelta che farà bene al centro”
Il 2026 poi sarà l’ anno in cui termineranno i progetti finanziati dal Pnr. A partire da quello relativo alla zona stazione che cambierà completamente il volto di una parte importante e consistente della città. Entro l’estate sarà pronta. In ritardo ci sono solo i lavori che deve fare RFI.
Adesso, però, quella zona bisognerà farla vivere oltre alla presenza di pendolari e studenti. Perciò serviranno attività, ma anche investimenti dei privati. In questo senso c’è ottimismo sul fatto che possa decollare il lato sinistro di viale Europa. Inoltre in arrivo c’è un bando per la creazione di un chiosco in piazza Marx. L’ idea è di creare qualcosa di simile a quello fatto nei Giardini Savelli.

Un aiuto allo sviluppo potrebbe darlo la parziale trasformazione dell’ aula magna di psicologia che diventerà anche auditorium per iniziative di spettacolo.
Non si può però negare che lo sviluppo dell’ area passa anche dalla sicurezza e quella è una zona da bollino rosso. Il sindaco lo sa e per quello auspica una maggiore presenza di pattuglie delle forze dell’ ordine. Ma punta, soprattutto, sulla presenza della Polizia Ferroviaria sulla cui istituzione è ottimista.
Il tema della sicurezza continua ad essere gettonato, ma Lattuca ricorda che l’ amministrazione comunale può fare poco. Il supporto che può dare è quello di dare indicazioni per evitare che ci siano parti della città degradate. “Ma – sottolinea – il nostro ordinamento non prevede i sindaci sceriffi. Comunque -aggiunge- buona parte degli episodi che destano preoccupazione sono opera di poche unità di soggetti arcinoti che hanno arrestato più volte, ma poi vengono subito liberati”.
Poi parte la stoccata al Governo: “Aveva promesso che sul trattamento degli stranieri sarebbe cambiata la musica e invece è peggiorata”.

La sicurezza stradale invece è delegata all’ amministrazione comunale. E il sindaco non nasconde che vuole cercare di migliorare le cose. Nel 2024 a Cesena ci sono stati otto morti e 521 feriti. Lattuca ci vuole lavorare con i Quartieri. In particolare con quelli periferici. L’ obiettivo è individuare i punti più critici dove intervenire con velox o altre forme di riduzione della velocità. Compreso l’ aumento delle zone 30. È un progetto che occuperà l’ amministrazione per tutto il restante mandato.
C’è poi il tema della sicurezza idrogeologica. E qui ci sono le buone notizie: arrivano i soldi. Ma non sono infiniti. Quindi vanno fatte delle scelte. Per il Cesuola servono 25 milioni per la nuova tombinatura e qui non si tratta. Per il Savio invece bisognerà scegliere: alzare gli argini costa meno (10 milioni), ma è più impattante. L’ alternativa è una costosa cassa di espansione. Intanto fra non molto saranno funzionanti al 100 per cento le tre che ora funzionano a metà. Poi c’è il ponte Nuovo. Una vera barriera. Se lo si demolisce ricostruire con i parametri di oggi è impossibile: serve alzare il piano di due metri. È incompatibile col territorio. E non demolirlo è impossibile. Serve il supporto del legislatore.
Il sindaco non nasconde poi il problema legato all’ emergenza casa. Ma il locale può fare poco. “Servono – ha detto Lattuca – azioni locali, ma con strategia e soldi regionale, nazionale e europea”.
Infine ha messo la pietra tombale sulla possibilità che venga data la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. “La cittadinanza onoraria deve avere il requisito di unire la città e questo non mi sembra sia il caso. Non si può darla a colpi di maggioranza”.
