L’8 marzo torna a Formì la StraWoman, al fianco dell’Istituto Oncologico Romagnolo

Una giornata di sport e solidarietà “in rosa”, per celebrare le donne e aiutare i ragazzi che devono sottoporsi a cure oncologiche: domenica 8 marzo, in occasione della Giornata della Donna, Formì torna ad ospitare la StraWoman, la più grande manifestazione italiana di corsa e camminata non competitiva dedicata alle donne. L’evento si accompagna, come tradizione, a un obiettivo benefico. Per ogni iscrizione saranno devoluti 2 euro a sostegno del progetto “FuoriClasse” dell’Istituto Oncologico Romagnolo, per garantire l’istruzione domiciliare agli studenti malati di tumore, in modo da permettere la continuità didattica ed evitare l’isolamento sociale. 

Le iscrizioni sono aperte sul sito ufficiale www.strawoman.com e nei punti vendita aderenti, ma è possibile presentarsi anche il giorno stesso della gara, fino ad esaurimento dei posti disponibili. 

Il ritiro del pacco gara e il ritrovo dei partecipanti sono previsti alle 8,30. Alle 9 partirà il “warm up” collettivo davanti al palco, su cui si susseguiranno musica e animazioni. La corsa prenderà il via alle 10, per concludersi due ore dopo con le premiazioni.  

Non è necessario essere “runner”, la partecipazione è aperta agli adulti maggiorenni di tutti i sessi e ai minorenni accompagnati da un adulto. Due i percorsi, da 5 e 10 chilometri, con partenza e arrivo nell’area centrale del distretto. Il tragitto più lungo toccherà anche alcune vie del centro storico. È possibile partecipare anche con il proprio amico a quattro zampe, rispettando l’obbligo del guinzaglio e le regole di buon comportamento.

La quota di partecipazione include il kit con la maglietta rosa ufficiale, zainetto, ristoro finale e medaglia all’arrivo. La manifestazione si terrà anche in caso di maltempo.

IL PROGETTO FUORI CLASSE DELLO IOR

I trattamenti oncologici costringono studenti e studentesse a lunghi periodi di ospedalizzazione, isolamento, solitudine, lontano dalla classe e dai compagni. Con l’aiuto di chi sostiene questo progetto, IOR può offrire agli adolescenti col tumore un’istruzione domiciliare completa, per restare in pari con l’intero programma scolastico: un modo per garantire a chi riceve una diagnosi di cancro le stesse opportunità dei coetanei.

Da alcuni anni lo IOR collabora con l’Ufficio Scolastico Regionale, per garantire l’istruzione domiciliare a ragazzi e ragazze col cancro che, altrimenti, rischierebbero di perdere l’anno o di ricevere una formazione meno completa rispetto ai coetanei sani e ha di recente rinnovato un Protocollo d’Intesa. 

Le scuole hanno già a disposizione un plafond per garantire agli adolescenti che si devono assentare per lunga malattia di ricevere al domicilio le lezioni più importanti: ma spesso il percorso completo ha peso economico elevato e non è possibile coprire tutte le materie. 

Per queste ragioni l’Istituto Oncologico Romagnolo ha anche deciso di far partire una campagna di crowdfunding proprio a sostegno del Progetto “FuoriClasse” sulla piattaforma dedicata www.insiemeachicura.it/fuoriclasse.

Se è vero che, in linea generale, l’80% dei giovani riesce a guarire, il lato meno positivo della medaglia è quello relativo all’impatto fisico e psicologico del percorso di cura. L’isolamento dovuto alla compromissione del sistema immunitario proietta il paziente in una dimensione di solitudine in cui la sua crescita, formativa e sociale, viene quasi messa in pausa, se paragonata a quella dei coetanei. 

La guarigione e la preservazione di una qualità di vita il più alta possibile sono due priorità fondamentali per i giovani pazienti: non è accettabile avere una proposta formativa e opportunità scolastiche diverse rispetto ai compagni di classe sulla base di quella che è considerabile, a tutti gli effetti, come un’ingiustizia. Per questo l’Istituto Oncologico Romagnolo ha recentemente rinnovato il Protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, per continuare a garantire l’istruzione domiciliare a ragazzi e ragazze col cancro che, altrimenti, rischierebbero di perdere l’anno o di ricevere una formazione meno completa rispetto ai coetanei sani. 

Grazie al sostegno ricevuto, IOR potrà erogare borse di studio che permettano a tutti i docenti, non solo quelli che insegnano le materie principali, di effettuare le lezioni a casa del paziente: non è solo una questione di diritto allo studio, ma è anche e soprattutto un modo per combattere la malattia, la solitudine, il dispiacere di vedersi lasciati indietro.

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