Si apre a Ravenna la mostra fotografica “Alberi”

RAVENNA. Martedì 10 marzo alle ore 18 al Teatro Rasi inaugura Alberi, mostra fotografica realizzata da Ravenna Teatro in collaborazione con Osservatorio Fotografico: 27 immagini firmate da nove autori e autrici romagnoli, pensata per restituire uno sguardo sul rapporto tra fotografia e paesaggio. 

«Una costellazione di sguardi su questo simbolo universale. È un invito a rallentare e a guardare davvero, perché ogni fotografia è un incontro: un tronco che sembra una spina dorsale, una chioma che ricorda una mappa, un ramo che pare un gesto, una corteccia che affiora come un volto. In queste immagini gli alberi sono insieme paesaggio e personaggio, sfondo e presenza. Ci ricordano che la bellezza non è solo qualcosa da ammirare, ma una responsabilità: ci educa a uno sguardo diverso e quindi alla cura», racconta Alessandro Renda (Albe/ Ravenna Teatro), che si occupa dell’immagine dei materiali di Ravenna Teatro, insieme al grafico Luca Sarti

La mostra resterà visibile fino a giugno, successivamente si trasformerà in un percorso all’aperto e sarà ospitata dal 10 al 30 giugno nell’Open-Air Gallery di via Zirardini.

Il progetto riunisce tre fotografie per artista: Guido Guidi, Cesare Fabbri, Alessandra Dragoni, Marcello Galvani, Giovanni Zaffagnini, Francesca Gardini, Cesare Ballardini, Francesco Raffaelli e Nicola Baldazzi.

Nove di queste immagini sono diventate, nel corso dell’anno, i manifesti delle stagioni e dei progetti di Ravenna Teatro. Una scelta che vuole offrire anche un segno visivo dell’adesione del teatro al progetto Theatre Green Book, l’iniziativa internazionale che promuove pratiche sostenibili nel settore delle arti performative. Alberi come sipari, alberi come apparizioni, alberi come presenze: immagini che hanno accompagnato la comunicazione delle attività del teatro e che ora trovano una nuova forma espositiva.

«Per spiegare come tutte le specie viventi siano unite da una discendenza comune, nell’Origine delle specie Darwin usa la metafora dell’albero […]: ramoscelli verdi e germoglianti rappresentano le specie esistenti, rami solidi e secchi la lunga successione delle specie estinte», spiega Veronica Lanconelli di Osservatorio Fotografico «Nella lingua giapponese esiste una parola, komorebi, che indica la luce che filtra tra le foglie di un albero. Non esiste un equivalente in italiano: forse la traduzione più fedele potrebbe essere una fotografia».

Il progetto mette così in dialogo lo sguardo di alcuni protagonisti della fotografia del territorio con la “stagionalità” del teatro, dando forma a un archivio visivo condiviso tra scena, paesaggio e comunità.

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