Serve un turismo diverso. Ora lo pensa anche la politica. E niente seconde case negli alberghi sfitti

Interessante quello che è emerso nella presentazione di Mirko Boschetti, candidato a sindaco di Cervia per il centrosinistra. Parlando del programma una parte importante è (giustamente) dedicato al turismo. E non è stato per nulla banale.

Il candidato del centrosinistra ha affermato che Cervia ha puntato a volte troppo sulla quantità, mentre invece deve puntare di più sulla qualità: l’industria del turismo e del divertimento deve darsi l’obiettivo della qualità. E qualità significa tenere insieme “spiaggia, cultura, sport, ambiente, offerta per il turismo internazionale che spende di più”.

Ha aggiunto che c’è la necessità di rafforzare le strutture e l’offerta alberghiera e che non si possono trasformare gli alberghi sfitti solo in seconde case “perché una città di seconde case è destinata a morire”. Accanto agli alberghi bisogna riqualificare la rete commerciale, rilanciare il piccolo commercio, i servizi e l’artigianato, garantire il decoro e la vivibilità “perché il bello attira il bello”.

Del resto è sotto gli occhi di tutti che le cose stanno cambiando. Oggi chi ci sceglie pretende servizi, negozi, qualità e cura dell’arredo urbano. Chi viene dalle grandi città vuole spazi curati e a misura di famiglia o di persona, vuole esperienze genuine e non costruite su modelli basati su vecchie idee di turismo. Tutto è cambiato in fretta, quello che cinque anni fa era adeguato oggi non lo è più.

Ora, invece, la situazione è la stessa del sistema Paese: si galleggia, mentre servirebbe innovare. Non un cambiamento di facciata, ma profondo. Servirebbero capacità e, soprattutto, coraggio. Ci vorrebbe la forza di fare quello che si ritiene utile non nell’immediato, ma in prospettiva. Gli interventi tampone sono inutili o quasi. 

Nel turismo serve investire per incrementare soggiorni più lunghi e stabili, ricercando in particolare mercati esteri. Fondamentale sarebbe coordinare più e meglio la Riviera con il sistema aeroportuale, soprattutto con Forlì. Poi sarà necessario migliorare i collegamenti stradali e le strutture alberghiere.

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