Domani parte la 43esima edizione di Macfrut. I segnali sono positivi. Sarà la più internazionale di sempre. Previsti 800 top buyer (+20 per cento, lo scorso anno erano stati 670), potenziata la presenza di importatori dal Nord ed Est Europa sui quali la fiera aveva concentrato un’intensa attività di scouting, espositori da cinque continenti, presenza di cinque ministri (Libano, Siria, due dalla Repubblica Dominicana, Italia). Un risultato che, fino a qualche mese fa, non era scontato. Anzi. Dopo il divorzio da Renzo Piraccini, ex presidente di Cesena Fiera, aleggiava il timore che la 43esima edizione di Macfrut avrebbe fatto segnare numeri inferiori a quelle precedenti.
Invece il pericolo è stato evitato grazie ad un grande lavoro di squadra fatto dal consiglio di amministrazione. Tutti i componenti del cda hanno lavorato pancia e terra dividendosi i compiti. Ed alla fine il lavoro (come sempre) ha pagato ed ora vengono raccolti i frutti. Adesso tutti (presidente, vice e consiglieri) non nascondono la soddisfazione per il risultato raggiunto. Ma il compiacimento è doppio.
E’ innegabile che tutti o quasi ritenessero che ci potesse essere un esodo da Cesena in direzione Parma. Cosa che non solo non è avvenuta, ma Tuttofood (la rassegna emiliana, 11/14 maggio) perde qualcosa. Non c’è stata una fuga di espositori, ma una serie di rinunce forzate: un’ottantina circa. hanno dovuto disdire a causa dei problemi legati alla guerra nel Golfo: non riescono a portare la merce. Parma si è detta pronta ad ospitarli a Cibus il prossimo anno. Sta di fatto che, per stessa ammissione di Antonio Cellie, ceo di Fiera Parma, mancheranno circa duemila metri di esposizione.
Non è niente di drammatico e Tuttofood non avrà problemi e il bilancio sarà più che positivo. Però è giustificata anche la soddisfazione del management cesenate che, al contrario di quelle che erano le previsioni di molti operatori, ritiene di aver prevalso in questo derby regionale delle fiere.
