Un padre non paga gli alimenti
al figlio da oltre tre anni
e il giudice continua
a non decidere con continui rinvii
di Fabrizio Rappini
PREMESSA
Questa premessa è d’obbligo per capire come mai questa triste storia sia arrivata su Romagna Post. Come molti sanno, ho dato vita a una rubrica che si chiama I CITTADINI CHIEDONO DI SAPERE dove pubblico diverse cose della città di Forlì e non solo. Poi, Romagna Post, mi ha dato uno spazio sul sito che ha molta più visibilità. Oggi sfrutto questa visibilità pubblicando un articolo che, successivamente pubblicherò anche sulla mia rubrica. È la storia di un bambino che non riceve quando disposto dal Tribunale di Forlì per il suo mantenimento. Ovviamente i nomi sono stati sbianchettati per non renderli riconoscibili. La lettera è stata scritta dal nonno e già inviata al Presidente del Tribunale di Forlì. Ritenendo di essere di fronte a una vergognosa ingiustizia questo articolo di Romagna Post è stato inviato anche agli Uffici del Ministero della Giustizia: segreteriacapo.ispettorato@giustiziacert.it, dirigente.ispettorato@giustiziacert.it, prot.ispettorato@giustiziacert.it, archivio.legislativo@giustiziacert.it, redazione@giustiziacert.it, al Consiglio Superiore della Magistratura: protocollo.csm@giustiziacert.it, Ordine avvocati Bologna: consiglio@ordineavvocatibopec.it, nella speranza che qualcosa si possa smuovere, magari inviando una ispezione al Tribunale di Forlì per capire cosa succede.
Il compito di un Giornalista è/dovrebbe essere anche quello di dare voce alle ingiustizie, ma evidentemente, a Forlì, ci sono giornalisti che hanno paura della propria ombra.
LA LETTERA AL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
Illustrissimo Signor Presidente
del Tribunale di Forlì
Signor Presidente, in primo luogo, Le chiedo scusa per il tempo che le faccio perdere con questa mia lettera.
Chi le scrive è un nonno/cittadino indignato per una vergognosa ingiustizia (se mi verrà dimostrato, non a parole, ma con i fatti che non è così, sono pronto a chiedere scusa) che a mio giudizio si sta compiendo nel Tribunale da Lei presieduto.
Ma vengo ai fatti. Mio nipote sono tre anni che non riceve i soldi dal padre per il mantenimento fissato, con decreto del Tribunale in 300 euro mensili. Dal legale di mia figlia il primo precetto viene notificato il 24.10.2024 per mancato pagamento del mantenimento di: maggio, giugno, luglio, agosto ed ottobre 2021, luglio, agosto, ottobre, novembre e dicembre 2023, tutto il 2024. Successivamente viene notificato un atto di pignoramento presso terzi il 13.11.2024.
Il giudice (un Giudice onorario) fissa l’udienza al 14. 01.25. Il giudice la sposta al 20.03.25. Intervengono gli avvocati che non erano Stati pagati nel penale (il padre era stato condannato a due anni e tre mesi per maltrattamenti e lesioni) ed una finanziaria. Rinvio al 17.07.25. Arriva poi un successivo rinvio al 19.02.26, che è tuttora in riserva. Nel frattempo, l’azienda del padre scrive al legale di mia figlia per sapere se deve ancora tenere da parte il quinto dato che il giudice non l’ha ancora attribuito. Hanno accantonato 6.211,58 euro. Recentemente è stato disposto un ulteriore rinvio al prossimo mese di settembre.
Ora io mi chiedo se tutto questo sia possibile. Se sia possibile che un bambino e la sua mamma debbano essere penalizzati perché un giudice decide di non ancora decidere. Lo chiedo a Lei e Le chiedo di darmi una risposta del perché di questa situazione che, lo ripeto, ritengo vergognosa e ingiusta. Il decreto prevede 300 euro mensili “per il mantenimento del figlio” che però da tre anni, non vede.
In attesa di una risposta in merito resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e porgo deferenti ossequi.
