Con le visite guidate a Villa Serughina di Villafranca, condotte da Filippo Tadolini e Gabriele Zelli, si è concluso il ciclo di iniziative denominato “Le dimore di Angelo Masini”, che ha consentito di far conoscere anche Palazzo Sassi Masini, Casa Masini (Il Castellaccio) e Villa Gesuita, già di proprietà del celebre tenore forlivese. L’adesione dei cittadini è stata entusiasta e nel contempo massiccia, perché i diversi appuntamenti, che si sono tenuti durante le domeniche mattine di maggio, hanno fatto registrare complessivamente la presenza di un migliaio di persone. Tutto ciò ha permesso di approfondire la personalità di Angelo Masini come possidente, propietario terriero e benefattore, così come quella di alcuni suoi eredi. In particolare del nipote Raoul, che alla sua morte, con atto testamentario, lasciò Villa Gesuita e i poderi circostanti alla Parrocchia di Ca’ Ossi, Villa Serughina e un podere a Roncadello alla Parrocchia di Villafranca, e Palazzo Sassi Masini al Comune di Forlì (ora studentato universitario con 120 posti letto). A Raoul Masini va riconosciuto di essere stato uno straordinario benefattore, al pari del nonno.
Durante ogni appuntamento è stato sottolineato che nel momento in cui si ricorda Angelo Masini, nel centenario della morte, va festeggiato contemporaneamente un secolo di vita dell’Istituto Musicale che porta il suo nome, che ha saputo svolgere un’attività di didattica musicale eccellente e ne sono dimostrazione i tanti musicisti che vi hanno studiato e che si sono affermati in questo campo a livello nazionale e oltre.
Dal punto di vista culturale le visite sono state l’occasione per ribadire che ci sono luoghi che non si limitano a raccontare una storia, ma la trattengono, la custodiscono e la restituiscono nel tempo attraverso le loro trasformazioni. Le dimore legate alla famiglia Masini — Palazzo Sassi Masini nel cuore di Forlì, il Castellaccio nella campagna ravennate, Villa Gesuita alle porte della città e Villa Serughina — costituiscono un sistema diffuso di architetture e paesaggi che attraversa epoche, funzioni e significati.
Al centro di questa vicenda si colloca la figura di Angelo Masini, celebre tenore forlivese tra i più acclamati a livello internazionale tra Otto e Novecento, protagonista di una straordinaria carriera che lo portò nei principali teatri d’Europa e oltre. Le sue proprietà, acquisite in gran parte nel momento di massima affermazione artistica, riflettono non solo una condizione economica solida, ma anche un legame profondo con la terra d’origine, che Masini non interruppe mai nonostante la dimensione cosmopolita della sua vita. E proprio quest’anno ricorre il centenario della sua scomparsa, occasione che ha invitato a rileggere anche attraverso questi luoghi la sua eredità umana e culturale. Queste dimore costituiscono così un sistema articolato di architetture e paesaggi che attraversa epoche, funzioni e significati, mantenendo però un filo comune: il rapporto tra proprietà, identità e comunità. Fra l’altro due di questi luoghi come Villa Gesuita e Villa Serughina hanno assunto un ruolo importante in ambito sociale perché oggi sono sedi di attività portate avanti, rispettivamente, dalla Cooperative L’accoglienza e Giovanni XXIII rivolte alle persone fragili, in particolare ai giovani. Mentre Casa Masini, oltre ad essere vissuta da eredi del tenore, in diverse occasioni diventa luogo di proposte culturali, teatrali, musicali.
Il ciclo di visite guidate, ideato da Jacopo Leonardo, Bernadetta Masini, Filippo Tadolini, Marco Viroli e Gabriele Zelli, è stato promosso dal Lions Club Forlì Host e dal Lions Valle del Bidente nell’ambito del Service nazionale “Custodi del tempo”, dall’Associazione Forlì per Giuseppe Verdi, dall’Associazione Casa Masini, dal Touring Club Italiano e dal Comitato Pro Forlì Storico-Artistica, in collaborazione con la Cooperativa Sociale L’Accoglienza e il Villaggio della Gioia – Comunità Papa Giovanni XXIII.
