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ASPETTANDO ROCCAMBOLESCA CON ONORIO BRAVI E LUCIANO NAVACCHIAA cura di Francesca Caldari
Galleria 21 – Via Roma, 21 Meldola (FC)
3 giugno – 16 giugno 2026 Inaugurazione: Mercoledì 3 giugno, ore 20:30
Alla presenza degli artisti, delle autorità, della curatriceIl progetto espositivo
Dal 3 giugno al 16 giugno, la Galleria 21 di Meldola è lieta di ospitare “Aspettando Roccambolesca, opere di Onorio Bravi e Luciano Navacchia, una bi-personale di due Maestri che non hanno bisogno alcuno di presentazioni. Artisti che per carriera e per il pregiato curriculum artistico, sono stati scelti per anticipare Roccambolesca, il Festival dell’Arte che invece inaugurerà alla Rocca di Meldola il 19 giugno.
Bravi e Navacchia saranno infatti tra i protagonisti, insieme ad altri altrettanto illustri nomi del mondo dell’arte della VII edizione di Roccambolesca.
Onorio Bravi legato alla forza del colore e al recupero dei simboli identitari, li impiega come strumenti per rileggere la storia del territorio, trasformando il reperto archeologico in un’esperienza emotiva attuale.
Dipinge per riscoprire, attraverso i ricordi del passato, le forme viventi di una città immaginaria, i luoghi caldi e selvaggi e carichi di nostalgia di un deserto, dove un tempo si svolgeva la vita quotidiana di un’umanità scomparsa, ma le tracce, le impronte, i solchi riappaiono nei suoi dipinti, emergono dalla nebbia.
L’artista rilegge le antiche lapidi e le antiche iscrizioni che ogni civiltà si lascia dietro nel suo percorso, e lo fa attraverso la sua immaginazione, attraverso la sua tensione nervosa, per mezzo di segni impercettibili.
Soggetto dominante per Navacchia, è da sempre la figura al femminile, idealmente proveniente da mondi lontani. Per lui fondamentale è la ricerca continua e incessante delle tecniche artistiche più diverse e lo studio del passato per poter accedere e comprendere al meglio il presente.
Figure femminili solenni, ideali e simboliche, appartenenti a civiltà perdute, in grado di ricondurre la memoria ai popoli dell’Africa e dell’Egitto ma anche alla figura della donna villanoviana, una donna dagli abiti splendidi e dai gioielli maestosi, con un’identità forte e un ruolo importante all’interno della società.
Una donna simbolo. Si tratta di opere realizzate dall’artista attraverso speciali procedimenti di assemblaggio di materiali metallici sapientemente lavorati e decorati. Donne austere, ieratiche, solenni, che paiono approdate nel nostro secolo da scavi archeologici, ma che ad uno sguardo più attento sono in realtà donne calate nella condizione esistenziale del nostro tempo.
La sua donna, che sia madre, moglie, o figlia, costruita nella terza dimensione ha un sapore arcaico e talvolta sacrale. Navacchia infatti opera un recupero delle radici dell’essere umano ma anche dell’intima introspezione dell’anima.
Un appuntamento imperdibile nel cuore di Meldola, che mette in dialogo i dipinti di Bravi con le sculture di Navacchia, creando un percorso che diventa occasione di riflessione sul valore della memoria e sulla sua continua reinterpretazione; invitando il pubblico a perdersi e ritrovarsi nei mondi lontani recuperati dagli artisti.
Biografia degli artistiOnorio Bravi è nato a Portico e San Benedetto di Forlì nel 1955. Attualmente vive e opera a San Zaccaria di Ravenna. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Ravenna in Pittura. Sue opere grafiche sono conservate nel Repertorio degli Incisori Italiani del Gabinetto Stampe Antiche e Moderne “Le Cappuccine” di Bagnacavallo (RA) e presso la Biblioteca Nacional di MADRID, Ministero De Educacion Y Cultura.
Invitato alla XXVIII edizione della Biennale del muro Dipinto a Dozza BOLOGNA. Ha esposto, su invito, in numerose rassegne personali, una delle più importanti presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene. Particolarmente significativo per la sua formazione è stato il periodo trascorso in ALGERIA nella prima metà degli anni Ottanta, per quelle tracce di sapore “Etnico” e per le commistioni del bacino Mediterraneo evidenti nei suoi lavori, periodo che lascia una traccia profonda nelle atmosfere dei suoi lavori.
Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Luciano Navacchia vive ed opera a Cesena dove è nato nel 1946. Attivo come pittore a partire dalla fine degli anni ’60 nel fervido ambiente artistico cesenate, Navacchia ha maturato un suo personale linguaggio espressivo nell’ambito della nuova figurazione italiana. Allestisce la sua prima mostra personale a Rimini nel 1969.
La sua pittura, inizialmente, è influenzata dalla dominante realista della cultura figurativa cesenate, affrontando temi d’impegno sociale e riguardanti la condizione esistenziale dell’uomo nella realtà del suo tempo.
Agli inizi del 2010 Navacchia ha avviato un percorso del tutto originale come scultore, rinnovando il proprio successo con mostre antologiche in ambito emiliano romagnolo.
A Cesena una sua opera è presente alla Biblioteca Malatestiana e una nella Sede di Cesena Fiere. Inoltre due sculture di grandi dimensioni sono conservate a Pieve di Cento al Museo Magi 900’. L’interesse della critica ha riguardato sia il particolare metodo officinale adottato dall’artista mediante l’assemblaggio e la lavorazione di elementi metallici di recupero, sia i soggetti affrontati, fra i quali anche quelli inerenti la cosiddetta Arte Sacra.
Tra le mostre personali e collettive se ne annoverano in 50 anni di carriera oltre 300, in Italia e in diverse capitali europee.
Orari di apertura: Venerdì 16,30-19,00/Sabato e Domenica 10,30-12.30/16,30-19,00(aperto su appuntamento contattando Alessandra cell. 338.1859527)
Francesca Caldari
Rosetta Savelli
