Al Teatro Comunale si apre “La Bottega di Mangiafuoco”

RUSSI. Mercoledì 16 settembre alle 19.45 si apre al Teatro Comunale La Bottega di Mangiafuoco, un’installazione a cura della compagnia Drammatico Vegetale e prodotta da Ravenna Teatro, liberamente ispirata ai Teatrini di carta del fondo Gastone Scheraggi.

L’installazione, inserita nella programmazione della Fira di Sett Dulur, si inserisce nel vasto immaginario collodiano e dialoga con Mangiafuoco e con il teatro di figura, temi particolarmente cari alla ricerca artistica di Drammatico Vegetale. La mostra è pensata come un vero e proprio percorso immersivo allestito in tutti gli spazi del teatro: nel foyer, nei palchetti del primo e del secondo ordine e sul palcoscenico.

Sempre alla Fira, oltre all’installazione, Drammatico Vegetale presenta altri due eventi, lo spettacolo Quattro volte Andersen, il 19 settembre alle 16.30 al Comunale, e prima e dopo la recita, musiche dal vivo e per le strade della città di Triovagando.

Gastone Cacciaguerra Scheraggi (Ravenna, 1938 – 2024) è stato un collezionista di edizioni pregiate della Divina Commedia, di presepi e di teatrini da camera. Dopo la sua morte, la raccolta di teatrini è stata acquistata da un antiquario di Fano e subito dopo ricomprata da Matteo Tonini, antiquario di libri ravennate e grande amico di Scheraggi, per donarla a Ravenna Teatro / Drammatico Vegetale, per il pubblico bene, con l’intento di tramandare la memoria dell’amico attraverso questa collezione.

Scheraggi ha curato e pubblicato nel 1998 dalla Essegi di Ravenna, un libretto dal titolo “Teatrini di carta. Produzioni italiane ed europee dall’Ottocento alla prima metà del Novecento”. Il volume illustra il rigoglioso panorama degli editori europei che, dalla fine del Settecento e fino alla metà del Novecento, “fra tanti giocattoli stampati, carte traforate per ornare mensole e credenze, costruzioni architettoniche da montare”, pubblicarono album da cui ritagliare i pezzi e montare questi modellini. Fu una tradizione durevole, e non solo per il gioco dei bambini; la loro fattura divenne così raffinata – specialmente di quelli stampati in Germania e Inghilterra, dove i disegni erano affidati ad artisti e celebri specialisti – che in vari paesi se ne fece una moda tra le famiglie di rango, che li esponevano come oggetti decorativi.

La collezione ci è pervenuta come una mescola di tutti i suoi singoli componenti, circa 300, mentre il catalogo – che contiene l’indicizzazione delle opere e la relativa riproduzione fotografica – è stato rinvenuto solo pochi giorni prima di questa esposizione, ben dopo il suo esteso restauro e l’assemblaggio, rendendo così impossibile riprodurre le composizioni originali. Tuttavia, questo inconveniente ci ha condotti a sperimentare la funzione originaria di queste piccole opere, ovvero il gioco.

Orari di apertura

16-17-18-19 settembre ore 20-23

20 settembre ore 15.30-23

21 settembre ore 10-12 e 15.30-23

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