
Il 25 settembre 1896
nasceva un Grande Italiano
SANDRO PERTINI
di Fabrizio Rappini
Sandro Pertini è stato un partigiano, un irriducibile antifascista, un dirigente del Partito Socialista Italiano (PSI) e il settimo Presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985, ricordato come uno dei presidenti più amati dal popolo.
Si oppose al fascismo fin dai suoi inizi, subendo aggressioni, arresti, anni di carcere, il confino (fu confinato a Ponza e Ventotene) e rifiutando la grazia chiesta da sua madre a Benito Mussolini. Organizzò e accompagnò il celebre espatrio clandestino del leader socialista Filippo Turati in Francia nel 1926, lavorando a Parigi come muratore e lavapiatti. Durante la Seconda guerra mondiale fu tra i leader della Resistenza a Roma; catturato dai nazi-fascisti e condannato a morte, riuscì a evadere dal carcere di Regina Coeli nel 1944.
L’impegno politico e istituzionale
Nel 1945 fu segretario del PSIUP e membro dell’Assemblea costituente, contribuendo a scrivere la Costituzione italiana. Fu eletto Presidente della Camera dei deputati dal 1968 al 1976, guidando l’aula con rigore ma anche con grande autorevolezza durante gli anni difficili delle tensioni sociali e del Sessantotto.
Fu eletto al Quirinale l’8 luglio 1978, all’indomani del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, raccogliendo una larghissima maggioranza (832 voti su 995).
Lo stile al Quirinale
Durante il suo mandato rinnovò profondamente l’immagine della presidenza con un linguaggio schietto, gesti spontanei ed estrema empatia. Corse di persona a Vermicino nel 1981 per seguire i soccorsi al piccolo Alfredino Rampi e mostrò vicinanza al Paese colpito da tragedie come il terremoto in Irpinia e il terrorismo.
Nel corso del suo settennato aprì a importanti novità istituzionali, conferendo per la prima volta incarichi di governo a figure non democristiane come Ugo La Malfa, Giovanni Spadolini e Bettino Craxi.
Perché così amato?
Parlava alla gente con semplicità, calore e sincerità. Era un partigiano e antifascista che aveva lottato e sofferto per la libertà.
I Mondiali di calcio del 1982
Resta celebre la sua esultanza per la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio del 1982 in Spagna contro la Germania. Un momento indimenticabile quando si rivolse verso le autorità presenti in tribuna e allargando le braccia pronunciò: “Non ci prendono più”. Poi il ritorno in aereo con la nazionale e l’abbraccio alla Coppa del Mondo insieme a Bruno Conti.
