“Alchimie in Ceramica” al Museo Carlo Zauli

FAENZA. Inaugura sabato 18 aprile alle 18:30 al Museo Carlo Zauli la mostra Alchimie In Ceramica di Shilha Cintelli, visitabile fino a domenica 24 maggio.

Il lavoro si sviluppa anche attraverso il riferimento all’Enneagramma delle personalità, inteso come dispositivo simbolico di trasformazione. L’installazione si configura come uno spazio in cui lo spettatore è invitato a riconoscersi e a compiere un atto di trasformazione, in un percorso che intreccia dimensione materica, psichica e relazionale. Il progetto integra, inoltre, un contributo scientifico della ricercatrice Caterina Dinnella (Università di Firenze), che indaga la risposta individuale al cibo come elemento dinamico, capace di riflettere e ridefinire l’identità personale e sociale.

L’installazione dialogherà con le opere di Carlo Zauli allestite abitualmente nella Sala dei Forni.

In occasione dell’inaugurazione, l’artista empolese presenterà inoltre una nuova opera site- specific: tre elementi cubici – nero, oro e terracotta – che, come una premessa all’installazione principale, instaurano un dialogo ideale con Primario Esploso di Zauli. In relazione con l’opera di Shilha Cintelli, esso contribuirà a completare simbolicamente le quattro fasi alchemiche.

Shilha Cintelli – Cenni biografici

Shilha Cintelli (1986, Empoli) si è laureata in Pittura e Arti Visive ed in Collaboratore Restauratore di Beni Culturali all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2010. Parallelamente agli studi inizia la sua attività lavorativa come restauratrice presso due studi di restauro di Firenze.

Successivamente inizierà il suo percorso artistico, che la vede collaborare dal 2018 con la Fondazione Museo Montelupo come assistente ai progetti di arte contemporanea e nel 2020 diventare socia dell’Associazione Strada della Ceramica di Montelupo per poi entrarne a far parte del consiglio direttivo nel 2025.

La mostra presenta l’installazione Chiamati a compiere un atto di trasformazione lungo il transito dell’apparente dualità / Cluster (2024) che, ispirata alla riflessione “l’uomo è ciò che mangia” di Ludwig Feuerbach, indaga il rapporto tra nutrimento, identità e trasformazione. Un’opera da tempo non visibile, Primario Esploso è un cubo solcato da interventi materici e realizzato con il tipico smalto Bianco Zauli.

Dal 2021 è co-fondatrice e ideatrice insieme ad altri tre artisti di IMBOSCATA progetto indipendente di arte contemporanea giunto alla terza edizione, che ha come obiettivo quello di invitare altri artisti a misurarsi con la realtà boschiva sia come eco-sistema che come paradigma invitando gli artisti partecipanti a stimolare la produzione di un lavoro specifico in sintonia con il bosco e al di fuori dei luoghi urbani dell’Arte.

Ad oggi porta avanti progetti di arte contemporanea nel sociale, collaborando con istituzioni e musei del territorio, attraverso attività laboratoriali, corsi e workshop.

Shilha Cintelli descrive così il proprio fare artistico: “Nella mia pratica artistica cerco tracce della nostra esistenza. L’opera diventa una sorta di dispositivo per indagare ciò che sembra appartenere soltanto all’individuo, ma che in realtà trova spazio per un pensiero condiviso che sembra estendersi al di fuori di sé, avvicinando mondi apparentemente lontani. Esploro così molti aspetti che rispondono ad un interesse per le analogie dei fatti rilevanti del proprio percorso di vita e a quelli appartenenti all’universo collettivo. Una ricerca che tenta di restituire un senso d’appartenenza comune, esplorandone una dimensione scultorea, installativa e pittorica, che accoglie geometrie perfette ed elementi naturali, attraverso aspetti filosofici e poetici”.

I suoi lavori sono stati protagonisti di progetti collettivi e personali in spazi privati e pubblici. Principali mostre: Museo della Ceramica di Montelupo; Palazzo Podestarile e Galleria XX Febbraio, Comune di Montelupo F.no; Sincresis, Empoli; Archivio storico Comunale di Palermo, Sala Chini, Circolo Cheli, San Miniato; Roma Art Week; Granaio Lorenese, Alberese, Grosseto; Museo Leonardiano, Vinci; Teatro Quaranthana, San Miniato; Saletta di San Rocco, Santa Croce sull’Arno.

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