Le due camminate con itinerari storici diversi, ideate per raccontare i principali eventi bellici avvenuti nel centro storico di Forlì negli anni 1943 e 1944, hanno fatto registrare un’ottima adesione di partecipanti. Sono stati in totale oltre duecento i cittadini forlivesi che hanno seguito fra sabato 18 e domenica 19 aprile 2026 le due iniziative condotte da Antonio Spazzoli, Maurizio Gioiello e Gabriele Zelli.
Nel contesto dei due appuntamenti si teso valorizzare il “Sacrario dei Caduti per la Libertà 1943-1945”, collocato nel chiostro di San Mercuriale, avendolo scelto come punto di ritrovo per le iniziative in questione.
I due itinerari sono partiti proprio da quel punto. Il primo ha consentito, in considerazione del luogo, di parlare del bombardamento del 25 agosto 1944 che colpì piazza Saffi, della figura del parroco di San Mercurale, don Giuseppe (Pippo) Prati (1885-1952), e del salvataggio del campanile, che nel novembre 1944 era stato minato dai tedeschi in ritirata per essere abbattuto. Si è quindi proseguito verso il Palazzo Comunale, il Palazzo Albertini (che nel 1928 fu abibito a uffici per il Partito Nazionale Fascista e dopo la liberazione vi operò la Camera del Lavoro) e la sede della BCC in corso della Repubblica (nel 1944 ospitava l’Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale, poi divenne quartiere generale dell’esercito tedesco). Quindi i partecipanti si sono spostati davanti al Tribunale dove è stato rammentato che nel 1943, essendo stati sospesi i lavori di costruzione dell’edificio per mancanza di materie prime, la parte costruita fu occupata da decine di famiglie che avevano perso la casa e 190 vi rimasero per diversi anni in una situazione di povertà e promiscuità. Si è poi passati in Largo de Calboli e in via Giorgio Regnoli per raccontare le vicende di antifascisti e partigiani come: Galio Rossi, Antonio Benzoni, Tina Gori, Gian Raniero Paulucci di Calboli, Pellegrina Rosselli del Turco, nonché dei coniugi ebrei Renzo Saralvo e Celeste Sonnino, questi ultimi costretti a fuggire dalla città in seguito alle persecuzioni razziali. Successivamente, all’interno dell’ex Arena Forlivese, è stato raccontato di quando, nei giorni precedenti alla liberazione di Forlì, vi furono nascoste armi della XXIX Brigata GAP, mentre negli stessi giorni nella vicina via Oberdan fu catturato da alcuni soldati tedeschi e successivamente ucciso il partigiano Pino Maroni, che stava recuperando armi nascoste nei locali del calzaturificio Zanotti.
Il secondo appuntamento ha seguito il seguente itinerario: via delle Torri (per ricordare il bombardamento del 25 agosto 1944, che causò ingenti danni anche al Palazzo degli Uffici Statali, alle case Fuzzi e Manoni, alla sede della Provincia), poi piazzetta della Misura (dove è stata raccontata la distruzione della Torre Civica e del campanile del Duomo da parte del soldati tedeschi in ritirata). Nello stesso luogo sono state rievocate le vicende che dovettero subire a seguito delle persecuzione razziali le famiglie ebree Matatia e Saralvo che sotto il loggiato comunale gestivano i loro negozi (una pellicceria e due rivendite di tessuti). I partecipanti sono stati accompagnati successivamente in corso Diaz, nei pressi di quello che era l’Albergo Commercio (luogo in cui era stato approntato un campo di concentramento per ebrei), e nel cortile interno dell’ex Brefotrofio, ora uno straordinario orto botanico. L’edificio fu utilizzato dall’Aussenkommando tedesco che si era insediato in città per coordinare la repressione nei confronti della resistenza e delle popolazioni che la sostenevano, oltre che usare i locali seminterrati come celle di detenzione per antifascisti e partigiani. Da qui e dal carcere di via della Rocca furono prelevati coloro che subirono terribili rappresaglie a Pievequinta, Branzolino, San Tomè, ecc. e i 42, fra cui 19 ebrei, che furono sterminati in quattro momenti diversi nel settembre 1944 in via Seganti, nei pressi dell’aeroporto. È stata anche l’occasione per ricordare la figura del vescovo Mons. Giuseppe Rolla (1877-1950) che in quei terribili momenti fece di tutto per aiutare la popolazione. Fece anche di tutto per liberare diversi parroci della Diocesi presi dai nazifascisti, perché accusati di essere parte attiva della lotta contro l’occupazione tedesca e gli alleati fascisti.
I due appuntamenti sono promossi da: Associazione Culturale “Tonino e Arturo Spazzoli”, Federazione Italiana Associazioni Partigiane – Sezione di Forlì, Associazione Mazziniana Italiana – Sezione “Giordano Bruno”, Comitato Pro Forlì Storico-Artistica.
