
Assolto Louis Dassilva
Non ha ucciso Pierina Paganelli
Due anni in carcere da innocente
Tante lacune negli accertamenti
di Fabrizio Rappini
Louis Dassilva non è colpevole di avere ucciso Pierina Paganelli. Assolto per non aver commesso il fatto.
Questa la sentenza emessa dopo sedici ore di camera di consiglio dalla Corte d’Assise del tribunale di Rimini. Ora, per conoscere le motivazioni ci vorrà ancora tempo in quanto dovranno essere depositate entro novanta giorni.
Louis Dassilva, 35enne senegalese, era l’unico accusato per l’omicidio della pensionata e detenuto dal 16 giugno del 2024.
Pierina Paganelli è stata uccisa il 3 ottobre 2023 con 29 accoltellate nell’androne del piano interrato tra il garage e le scale che portano negli appartamenti del condominio in via del Ciclamino 31 a Rimini. Ieri pomeriggio in alcune trasmissioni televisive la notizia è stata aperta con la frase: “sentenza sconvolgente”. Di veramente “sconvolgente, in questa storia, c’era il fatto di una persona in carcere per quasi due anni, senza una prova certa che potesse permettere la condanna all’ergastolo di Louis Dassilva, “oltre ogni ragionevole dubbio”.
La difesa di Dassilva, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, aveva sottolineato le lacune degli accertamenti degli inquirenti, tra cui la mancanza di analisi di possibili tracce in casa della nuora e del padre, e invece avanzato l’ipotesi di piste alternative non esplorate paragonando il caso riminese all’indagine di Garlasco. E di lacune, in questa lunga indagine, ce n’era più di una. La Procura di Rimini, però, come era successo per il delitto di Garlasco, aveva deciso di procedere in una unica direzione.
Una delle lacune più evidenti, era la mancanza di tracce di Dna di Louis Dassilva sul luogo dell’omicidio. Nessuno si è chiesto come fosse possibile nonostante le 29 coltellate alla vittima, Pierina Paganelli.
Poi, gli investigatori, avevano trovato quella che era stata definita come “la prova regina”. Vale a dire la figura di un uomo ripreso dalla telecamera di sorveglianza di una farmacia. Ebbene, la “prova regina” si è rivelata una bufala, perché quell’uomo non poteva essere Louis Dassilva. Nonostante tutto questo, il 35enne ha continuato a restare in carcere. Due richieste al Tribunale della Libertà sono state respinte.
E allora, a un certo punto, spunta quasi dal nulla la testimonianza di Emanuela Bianchi che, ritrattando tutto quello che aveva detto in precedenza diventa la principale accusatrice dell’ex amante. A lei la Procura crede ad occhi chiusi, nonostante un’amica la smentisca.
La notte scorsa, almeno in primo grado, la giustizia ha trionfato e ha messo in libertà un uomo rimasto in carcere per quasi due anni da innocente. Ovviamente l’accusa ha annunciato che farà appello e quindi passerà ancora molto tempo per avere la sentenza definitiva.
Intanto Dassilva è libero e lo sarebbe potuto essere da tempo se solo gli investigatori non avessero percorso un’unica pista.
Ora, per arrivare a una vera giustizia sarebbe il caso di iniziare a percorrere altre strade, come suggerito e indicato dai difensori di Louis Dassilva.
