Le danze in volo di Sadeck Berrabah

RAVENNA. È un mosaico ipnotico di braccia, mani, volti che si muovono in assoluta sincronia. Decine di performer diretti come corpo unico in un’incalzante marea di danza dal coreografo francese Sadeck Berrabah.

Lo spettacolo, seconda puntata di un format di enorme successo, fa tappa esclusiva in prima italiana al Ravenna Festival – venerdì 12 giugno, alle 21.30 al Pala De André – e nel suo titolo contiene l’ispirazione originale. Murmuration, infatti, è una parola inglese che richiama il fruscio di migliaia di ali che battono all’unisono e sintetizza così le armoniche formazioni che gli uccelli creano nel cielo. Spunto folgorante per Berrabah che ha ripreso quelle eleganti traiettorie aeree in un linguaggio inedito mescolando hip-hop, arti marziali e danza. È così che ha conquistato milioni di follower sul web e catturato l’attenzione di star come Shakira, che lo ha ingaggiato per il video Don’t Wait Up, o quella di Chris Brown e dei Black Eyed Peas. Berrabah ha siglato con le sue ammalianti coreografie anche la cerimonia di passaggio delle Olimpiadi da Tokyo a Parigi nel 2024, conquistando definitivamente una fama mondiale. L’appuntamento è reso possibile dal sostegno di BPER Banca. 

Nato a Forbach da padre algerino e madre francese, l’oggi trentaseienne Berrabah è stato un autodidatta affascinato dallo stile di Michael Jackson. Fin da bambino è attratto dalle forme geometriche. All’inizio è stata una passione per il disegno, con cui ha riempito pagine e pagine di quaderni. Poi è arrivata la danza, che ha praticato a lungo. Nel 2017 forma il suo primo gruppo Variable Geometry, dove intreccia stili diversi dal toyman reso famoso da Michael Jackson al popping – una tecnica mutuata dal funk e dall’hip hop che consiste nella rapida contrazione e nel successivo rilassamento dei muscoli in grado di provocare una sorta di scatto nel corpo del ballerino. O al tutting, un’altra street dance basata su movimenti angolari che richiamano le pose dei dipinti dell’antico Egitto. Ma l’intuizione finale arriva all’improvviso e dall’alto come la mela di Newton, quando Sadeck osserva uno stormo di uccelli fluttuare nell’aria intrecciando linee mutevoli sempre diverse, sempre all’unisono come un coro silenzioso. Imitare quelle “mormorazioni”, importarle nella danza e farne un linguaggio inedito e collettivo è diventata da allora la sua missione. Quasi un’ossessione, inseguita con metodo e disciplina, curando ogni dettaglio dei disegni in performance che richiedono un rigore assoluto e un’intesa profonda tra gli interpreti. 

“La mia danza – ha detto il coreografo in una recente intervista – è un antidoto alla pesantezza del nostro tempo che impedisce connessione e unità tra la gente”. È stata, a suo tempo, anche la via d’uscita per Berrabah da un’adolescenza inquieta quasi da “ragazzo di strada”. Oggi Sadeck Waff, il suo nome d’arte, è tornato su binari sereni, recuperando legami familiari: il fratello Adel firma con la sigla TRex le sonorità dei suoi spettacoli, un mix elettronico trascinante di ritmi breakbeat e dubstep. Accanto a Sadeck sul web compare spesso anche la figlia adolescente Neylia, mentre duetta con lui nello sfarfallante disegno di braccia e mani diventato la sua inconfondibile cifra stilistica. Alle audizioni per i suoi spettacoli si sono presentati in centinaia da tutta Europa, pronti a mettersi in gioco con le sue direttive di coordinazione, energia e connessione. “Li invito – dice ancora Sadeck – a immaginarsi all’interno del Cubo di Rubik con quadrati che si aprono sopra, sotto, di lato. Quando hanno compreso questo concetto, li spingo a visualizzarsi in sincronia con altri cento Cubi di Rubik”. È allora che sono pronti a danzare in coro in questi affreschi escheriani dal respiro universale che in Francia, con il tour di debutto, hanno conquistato più di trecentomila spettatori.

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

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