GENERALE PROSCRITTORE

VANNACCI STILA UNA LISTA

DI GIORNALISTI SGRADITI

NO DA FNSI E ORDINE GIORNALISTI

di Fabrizio Rappini

Una delle prime cose che fa un regime totalitario quando si insedia, è quello di zittire la stampa libera. Quella stampa che se fa il proprio lavoro è un cane da guardia contro il potere arrogante. Per fortuna siamo in democrazia e regimi totalitari sono lontani a venire. Eppure, c’è qualcuno che non lo vuole capire e ogni tanto ci prova a gettare discredito sulla stampa compilando liste di proscrizione di giornalisti. E così, anche l’ex generale (pensionato a 56 anni, ndr) Roberto Vannacci ha stilato il suo personale elenco dei giornalisti sgraditi. Si tratta di coloro che hanno osato analizzare il movimento di Futuro Nazionale e soprattutto certe frasi discriminatorie intollerabili, come ad esempio la negazione della parola femminicidio. Ma la critica, come si sa, è molto mal tollerata in questo momento storico. La lista contiene i nomi di Matteo Pucciarelli (l giornalista che per primo ha seguito l’ascesa del generale e analizzato i contenuti del suo libro), Sigfrido Ranucci, Corrado Formigli, Gad Lerner, Giacomo Salvini, Massimo Gramellini, Fabrizio Roncone, Beppe Severgnini e Carmelo Caruso. In più irride tutti con questa frase: “..Se siamo qui, è grazie a loro”. E anche detto: “L’infiltrazione dei giornalisti è già iniziata – dice – registrano di nascosto, come se si infiltrassero tra i Vietcong e io fossi il colonnello Kurtz”. Prima di lui, però, diversi anni fa ci fu un altro a fare addosso ai Giornalisti con la schiena dritta. Si chiamava Silvio Berlusconi. Famoso fu il suo “editto bulgaro”, una celebre dichiarazione rilasciata dall’allora Presidente del Consiglio il 18 aprile 2002 da Sofia. In quell’occasione, Berlusconi accusò i giornalisti Enzo Biagi e Michele Santoro e il comico Daniele Luttazzi di fare un uso “criminoso” della Rai, auspicando l’allontanamento di tutti e tre dalla televisione pubblica.

LE REAZIONI

“Ci risiamo con le liste di proscrizione dei giornalisti sgraditi. A chi torna ad usare questo metodo intimidatorio, anche se con malcelata ironia, ricordiamo che può farlo perché in Italia c’è libertà di espressione sancita dalla Costituzione repubblicana e antifascista. La stessa Costituzione che garantisce libertà di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati, oltre che essere oggetti di mera propaganda”, ha dichiarato Carlo Bartoli, Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. “Il generale Vannacci se ne faccia una ragione, ha preso visibilità anche grazie al libero giornalismo, ma non riuscirà a scrollarsi di dosso i liberi giornalisti. La libertà di stampa non è uno slogan, va difesa sempre e ovunque”, ha aggiunto.

Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha espresso “solidarietà ai colleghi”.  La segretaria generale Fnsi ha poi proseguito: “Ancora una volta cronisti messi alla gogna da chi continua a utilizzare metodi intollerabili e mira a farsi campagna elettorale e pubblicità politica offendendo reporter e quella stessa democrazia grazie alla quale può parlare. I giornalisti finiscono nel mirino di chi, presentandosi come ‘novità’ nel panorama politico italiano, punta a una deriva illiberale. Ancora una volta ci ritroviamo a parlare di liste di proscrizione di cronisti colpevoli solo di svolgere bene il proprio lavoro”.  Costante ha poi concluso dicendo: “Esprimo la mia totale e incondizionata solidarietà e la mia stima ai colleghi messi alla gogna da chi continua a utilizzare metodi intollerabili e mira a farsi campagna elettorale e pubblicità politica offendendo giornalisti e quella stessa democrazia grazie alla quale può parlare”.

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