RAVENNA. “L’armonia della musica si estende anche all’armonia della convivenza”, ha ricordato il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme.
Ed è con questo spirito di comunione e di pace che Ravenna Festival accoglie l’Orchestra d’archi dell’Istituto Magnificat di Gerusalemme, formata da studenti cristiani, musulmani ed ebrei, che suonerà domenica 5 luglio alle 21 al Teatro Rasi di Ravenna. Durante il concerto, porterà la sua testimonianza Fra Alberto Pari, direttore dell’Istituto, segretario della Custodia di Terra Santa e responsabile del dialogo interreligioso ed ecumenico. Una serata davvero speciale nel contesto del Festival, quest’anno dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco. Il programma musicale sottolinea questa aspirazione alla pace, proponendo la tenerezza del Concerto grosso in sol minore “Fatto per la Notte di Natale” op. 6 n. 8di Arcangelo Corelli, il canto struggente della Hebrew Melody di Joseph Achron (con Tanya Beltser violino solista), la lirica mediorientale di Habaytak Bel Saif dei Rahbani Brothers (con la voce di Lina Baransi) per chiudere con la nobile Serenata per orchestra d’archi in mi minore op. 20 di Edward Elgar. L’appuntamento è stato organizzato in collaborazione con Pro Terra Sancta e Petroniana Viaggi.
Fondato nel 1995 nel cuore di Gerusalemme, l’Istituto Magnificat unisce formazione musicale professionale e dialogo fra le culture: oltre 200 allievi di varie fedi (musulmani, cristiani ed ebrei), accomunati dalla passione per la musica, frequentano corsi di pianoforte, archi, organo, chitarra, flauto, percussioni, canto, musica corale, solfeggio e storia della musica. Grazie all’esperienza di diciotto docenti (in maggioranza ebrei israeliani), l’Istituto offre un insegnamento accademico di alto livello, con diplomi riconosciuti in Europa. I giovani musicisti svolgono servizio liturgico nei luoghi santi, come la Basilica del Santo Sepolcro e la Basilica della Natività.
Il desiderio comune di fare musica e di trovare la bellezza anche tra le ferite rende il Magnificat un vero laboratorio di pace. “Il dialogo non è tanto oggetto di insegnamento quanto esperienza quotidiana – ha spiegato Fra Alberto Pari in un’intervista per Ravenna Festival Magazine –. Nelle classi, nei cori e nelle orchestre i ragazzi studiano e suonano tutti insieme. In questo senso la scuola riesce realmente a creare unione perché offre uno spazio in cui le persone si incontrano come musicisti e compagni di studio prima ancora che come appartenenti a identità religiose o politiche diverse”. Vivere a Gerusalemme in tempo di guerra è difficile, complicato: “Tuttavia la vita continua e le persone cercano di mantenere una normalità, di incontrarsi, di lavorare e di educare i figli – aggiunge il direttore –. Dopo il 7 ottobre, per posti come il Magnificat la scelta è stata quella di non interrompere i lavori. Dopo i primi giorni di chiusura la scuola ha riaperto appena possibile per offrire agli studenti uno spazio di stabilità e serenità”.
Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
