Fabio Canino rilegge “Il brutto anatroccolo”

CERVIA. L’itinerario del Trebbo in musica, la speciale rassegna che Ravenna Festival ha creato ad hoc per Cervia-Milano Marittima, continua giovedì 9 luglio con una prima.

Alle 21.30 all’Arena dello Stadio dei Pini, l’appuntamento è con Fabio Canino, volto notissimo del teatro e del piccolo schermo che ci invita a rileggere, con ironia e consapevolezza, Il brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen. Con le musiche originali di Dino Scuderi, che le dirige sul podio dell’Ensemble Orchestra Città di Ferrara, la regia di Carmen Giardina, i costumi di Emanuele Pepe e il brutto anatroccolo in scena realizzato da Gaetano Trotta, la celebre fiaba diventa una parabola senza tempo sul confronto con le apparenze e il desiderio di conformità, particolarmente rilevante in un presente segnato da social media, bullismo e paura del diverso. Un inno all’inclusività insomma, un’iniezione di fiducia per tutti coloro che si sentono brutti anatroccoli. 

“Mi piaceva tornare alle fiabe che fanno bene più agli adulti che ai bambini – spiega Fabio Canino – Ricordavo la storia di questo Calimero che diventa un cigno, ma quando sono andato a rileggerla sono rimasto sbalordito per la sua attualità. Nel 1843 Andersen ha pubblicato una favola che sembra scritta ieri: ci parla di bullismo, di mancanza di inclusività, di marginalizzazione. Il maestro Dino Scuderi ha composto musiche originali strepitose, e ogni strumento ‘parla’, ha una voce”. Nel corso dello spettacolo non mancheranno i riferimenti ai personaggi di altre fiabe, come la Sirenetta che, nell’innamorarsi di un terrestre, si condanna all’infelicità.

Oggi è facilissimo essere presi di mira sui social e c’è chi ne soffre profondamente, ma il brutto anatroccolo non esiste davvero; è soltanto come ci fanno sentire gli altri. E spesso chi bolla qualcuno come brutto anatroccolo non fa che scaricare le proprie frustrazioni e il proprio senso di inferiorità, trasformandoci nel suo capro espiatorio. Il consiglio di Fabio Canino per chi accusa i sintomi della sindrome da brutto anatroccolo? “Rispetto all’epoca in cui è stata scritta la fiaba di Andersen, oggi possiamo davvero accogliere noi stessi per come siamo. Cerchiamo dunque di sfruttare tutte le qualità che abbiamo, quei dettagli che magari ci sembrano minimi o inutili… e diamo luce a ciò che siamo. Ci sarà senz’altro qualcuno a cui non piacciamo, ma ci saranno anche tanti che ci capiranno e che forse prenderanno spunto da noi per fare lo stesso percorso”. Perché, in fondo, “la bellezza sta proprio nel fatto che ognuno di noi è diverso dagli altri. E possiamo, anzi dobbiamo accettarci così, perché siamo bellissimi così”. 

Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org 

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