NUOVA LEGGE TRUFFA

LA NUOVA “LEGGE TRUFFA”?

QUELLA DEL 1953, AL CONFRONTO,

ERA QUASI TIMIDA

di Rolando Dubini *

La storia ha talvolta un’ironia feroce. Nel 1953 la legge elettorale voluta dal governo De Gasperi venne bollata dalle opposizioni come “legge truffa”: attribuiva il 65% dei seggi alla coalizione che avesse superato il 50% più uno dei voti. Il premio, peraltro, non scattò: il 7 giugno 1953 i partiti apparentati rimasero appena sotto la maggioranza assoluta.

Il punto storico e politico è semplice: quella tanto vituperata legge pretendeva che una coalizione fosse prima maggioranza assoluta nel Paese e soltanto dopo le consentiva di diventare una maggioranza parlamentare rafforzata. Non trasformava una minoranza elettorale in maggioranza politica: rafforzava una maggioranza già esistente.

Settantatré anni dopo il criterio diventa assai più disinvolto. La nuova riforma elettorale approvata dal Senato e destinata a tornare alla Camera prevede un sistema proporzionale con premio alla lista o coalizione vincente che raggiunga almeno il 42% dei voti, con l’attribuzione di 70 deputati e 35 senatori aggiuntivi.

Ed è qui che il confronto storico diventa politicamente imbarazzante: 1953, soglia del 50% più uno; 2026, soglia del 42%. Otto punti percentuali non sono un dettaglio tecnico. Separano la maggioranza dalla minoranza. Con il 42% una coalizione rimane, per definizione aritmetica, minoritaria tra gli elettori che hanno votato, ma il premio può consentirle di conseguire la maggioranza parlamentare.

Naturalmente “legge truffa” non è una categoria giuridica, oggi come non lo era nel 1953. È una definizione politica. Ma proprio per questo il precedente storico è istruttivo: De Gasperi venne accusato di alterare la rappresentanza perché chiedeva almeno il 50% più uno prima di attribuire il premio; oggi si può scendere al 42% e chiamare la stessa operazione “governabilità”. Le formule cambiano. L’aritmetica, fortunatamente, no.

Forse, dunque, definire questa riforma una nuova “legge truffa” sarebbe storicamente ingeneroso.

*Ho tratto l’articolo da un intervento dell’autore su Facebook

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