Quale futuro per l’editoria quotidiana? E’ un domanda che ci si pone da tempo e che in ogni rilevazione prende sempre più forza. Ogni mese dalle rilevazioni delle vendite arrivano notizie poco rassicuranti. Il confronto con l’anno precedente è negativo per quasi tutte le testate rilevate. Dalla rilevazione di primaonline crescono solo Avvenire (0,5), Il fatto (21,3) e Il Giornale (0,7). E l’ancora di salvezza è la vendita online. Nelle vendite cartacee tutti segni rossi, a parte L’Edicola.
Ma la preoccupazione aumenta leggendo quello che ha scritto professionereporter.eu. Fa un certo effetto che in cinque anni (dal 2021 al 2026) le vendite (carta+digitale) si sono ridotte a poco meno di 1,5 milioni (meno 35 per cento). Solo nell’ultimo anno il calo è stato dell’otto per cento.
Inoltre emerge che un altro aspetto preoccupante è che non c’è alcun travaso, apprezzabile numericamente, da una testata all’altra. Insomma, quando un lettore abbandona la “sua” testata, non si sposta su un’altra, smette di leggere.
Professionereporter poi aggiunge che l’unica voce in crescita sono le copie promozionali e omaggio. Nel 2026, le copie medie regalate sono 132mila, mantenendo un rapporto stabile di circa 1 copia omaggio ogni 10 diffuse negli ultimi tre anni.
Come certifica continuamente primaonline il Corriere della Sera è il più venduto. Fra edicola e copie digitali vende 186.950 copie al giorno; cinque anni fa ne vendeva 204,223. La Repubblica è lontanissima, a 120.973 copie; cinque anni fa era a 162,5 mila. Seguono Gazzetta dello Sport, Il Sole 24 Ore e Avvenire. Ma tutti in calo rispetto a cinque anno fa.
Unico con trend positivo è Il Fatto quotidiano di Marco Travaglio, che vende 65.7666.
