Isole del calore a Ravenna: al via un interessante progetto di rilevazione dati con il coinvolgimento dei cittadini

Con l’incontro svoltosi a Ravenna lo scorso 6 giugno presso CittAttiva, è entrato nel vivo il progetto “Laboratorio Qualità della Vita – Citizen Science per le isole di calore”, promosso dal Comune di Ravenna, all’interno di una più ampia azione denominata Digital Unite, con finanziamenti regionali e di origine europea e affidato per la parte esecutivo/scientifica a Ser.In.Ar..

Il progetto si pone l’obiettivo di diffondere la conoscenza e aumentare la consapevolezza sul fenomeno delle isole di calore, con un’azione sul territorio di rilevamento delle temperature tramite sensori: i dati che verranno raccolti potranno essere così elaborati e interpretati per progettare azioni al fine di rendere la città più vivibile.

Il progetto presenta caratteri di innovazione specie per aver implementato l’approccio “Citizen Science” ovvero il coinvolgimento diretto e volontario dei cittadini nell’esecuzione delle attività previste. All’evento infatti erano presenti i rappresentanti di 7 organizzazioni e gruppi di cittadini, che avevano precedentemente dato la propria disponibilità a collaborare con il progetto. Nel corso dell’incontro sono intervenuti gli assessori del Comune di Ravenna Giancarlo Schiano e Federica Moschini (entrambi con deleghe sui temi della sostenibilità e dell’ambiente), che hanno ricordato quanto l’amministrazione comunale sia da tempo sensibile alle tematiche dei rischi collegati al cambiamento climatico: il progetto è stato illustrato da Sara Musetti, responsabile dell’Ufficio Educazione alla Sostenibilità all’interno del servizio Ambiente del Comune e dallo staff di Ser.In.Ar. composto da Catia Prandi, Andrea Cattabriga, Rachele Guzzon e Tommaso ZambonGabriele Antolini del Servizio IdroMeteoClima di ARPAE ha supportato la discussione illustrando le modalità di raccolta ed elaborazione dati da parte dell’Agenzia.

In sostanza ai volontari è stato illustrata la time line del progetto che prevede la rilevazione tramite sensori nei mesi di giugno, luglio e agosto, mentre a settembre ed ottobre saranno organizzati laboratori partecipativi per studiare possibili soluzioni e un evento finale per la presentazione dei risultati. E’ stato poi spiegato il funzionamento dei sensori (che possono essere utilizzati camminando, ma anche fissati sulla bicicletta o sul tetto dell’auto), le modalità e i tempi giornalieri di rilevazione. Ai volontari, poi è stata messa a disposizione una chat su Telegram, per comunicazioni e richiesta info con lo staff.

Successivamente all’incontro il gruppo ha effettuato due passeggiate nel centro della città (una nell’area Darsena altamente cementificata e l’altra verso i Giardini Pubblici (più verde), che sono state identificate come luoghi specifici per le rilevazioni, unitamente ad un’altra area localizzata sui lidi ravennati, esattamente a. Punta Marina. E’ importante ricordare che i dati che verranno raccolti saranno integrati con quelli delle stazioni meteo di Arpae Emilia-Romagna e quelli provenienti dai satelliti. Ai rilevatori volontari è stato richiesto di non limitarsi alla rilevazione, ma di comunicare allo staff di coordinamento, tramite il già citato canale Telegram, anche sensazioni e pensieri personali sull’impatto del calore sulle persone.

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