Piazza Maggiore si è trasformata ieri, primo novembre, in un mare di ombrelli colorati per rendere omaggio a uno dei suoi figli prediletti: Francesco Guccini. Nonostante la pioggia migliaia di persone (per qualcuno erano diecimila) si sono date appuntamento nella piazza simbolo. Tutti hanno voluto esserci per rendere omaggio al Maestrone scomparso lo scorso 6 agosto a 86 anni. L’iniziativa era compresa nel lungo omaggio di Bologna a Francesco Guccini con una serie di appuntamenti dal titolo “S’io avessi previsto tutto questo”, tre giorni di eventi per ricordare il cantautore. Promosso insieme al collettivo Cantate Bologna il raduno non prevedeva nessun palco, nessun biglietto, nessun confine tra musicisti e pubblico. Chiunque poteva partecipare con uno strumento o con la propria voce,
Davanti a San Petronio e sotto i portici si sono mischiati adulti e bambini, genitori con un piccolo nel passeggino, nonni, coppie mano nella mano. Tutti con un unico obiettivo: essere parte di quell’enorme coro che intonava le canzoni di Guccini.
Durante quelle tre ore di insolito concerto le hanno suonate e cantate tutte le canzoni del maestrone. Per chiudere è stata scelta La locomotiva, pezzo che si riferisce ad un fatto di cronaca successo il 20 luglio 189 e che vide protagonista Pietro Rigosi, un macchinista ferroviario di 28 anni di fede anarchica.
Il raduno è stato spontaneo ed ha replicato in uno spazio ben più grande quello andato in scena in via Paolo Fabbri il giorno della morte dell’artista. E’ stata una cosa straordinaria che avrebbe meritato un’eco più grande. Vista la partecipazione e l’importanza del “celebrato” se ne sarebbe potuta occupare anche la Tv di Stato, magari in Domenica In.
