RAVENNA. La Stagione dei Teatri Famiglie e Scuole 2026-2027, che sarà presentata ufficialmente alla stampa e al pubblico il 16 novembre, prosegue venerdì 6 novembre al Teatro Rasi (ore 17) con un lavoro molto poetico e calato nel presente.
Liberamente ispirato a La crociata dei bambini di Bertolt Brecht, EH-OH! In marcia per la pace di IAC Centro Arti Integrate è un’opera di teatro civile e poetico che sceglie di raccontare il dramma vissuto da tutte le bambine e i bambini costretti a crescere nei conflitti. La narrazione è affidata a gesti, immagini, suoni e movimento, dando forma a uno spettacolo non verbale «perché la guerra, quando arriva, toglie la voce. Ma anche perché la pace […] si esprime attraverso il corpo, il ritmo, il respiro condiviso», come commentano i registi Andrea Santantonio e Nadia Casamassima. Lo spettacolo andrà in scena anche alle ore 10 per le scuole.
In un paesaggio devastato dalla guerra, tra silenzio, polvere e macerie, emergono due figure: un soldato e una bambina. All’inizio si osservano con diffidenza, poi trovano il modo per stare insieme attraverso l’unica forma di resistenza che nessuna bomba può distruggere: l’immaginazione. Così, tra il rumore assordante delle sirene, la mancanza di cibo e la paura, la fantasia diventa un rifugio sicuro fino a quando la radio trasmette un annuncio speciale: un gruppo di ragazzini è in marcia per cercare un posto di pace. La bambina allora si unisce a loro, a ritmo di un suono semplice, ostinato e universale: “Eh Oh!”.
Note di regia
Eh-Oh – In marcia per la pace nasce dal desiderio di parlare della guerra senza mostrarla, di raccontarne le conseguenze attraverso il silenzio, i gesti, gli sguardi. In scena, solo due figure: un soldato e una bambina. Due corpi estranei nello stesso paesaggio distrutto, costretti a riconoscersi come esseri umani prima ancora che come nemici o vittime. Lo spettacolo è non verbale perché la guerra, quando arriva, toglie la voce. Ma anche perché la pace non ha bisogno di traduzioni: si esprime attraverso il corpo, il ritmo, il respiro condiviso.
Il soldato protegge la bambina con l’immaginazione: inventa mondi per farle credere che la vita possa ancora essere possibile. La bambina, a sua volta, sopravvive grazie all’immaginazione: trasforma la paura in gioco, il buio in speranza che danza. Tra loro nasce una fragile alleanza che resiste al rumore delle bombe e alla distruzione. Alla fine, la bambina si unisce a una marcia di bambini in cammino verso un luogo di pace. Il canto “Eh-Oh” diventa un grido collettivo, un atto di resistenza e di rinascita. Eh-Oh – In marcia per la pace è un atto di teatro civile e poetico, un inno teatrale alla disobbedienza della pace.
Info: ravennateatro.com
