NO A QUELLO RUSSO
SI AD ALGERIA, AZERBAIJAN, LIBIA, QATAR
E ALLORA CARA SCHLEIN?
di Fabrizio Rappini
PREMESSA
La volontà non è assolutamente quella di voler fare politica. Qualcuno lo chiamerà populismo, altri, quelli che devono campare con 603 euro di pensione minima e anche meno diranno che sarebbe meglio.
ELLY SCHLEIN SU LA STAMPA
L’idea di intervenire, consapevole della marea di critiche mi attirerò è venuta in conseguenza di una intervista di Elly Schlein su La Stampa di questa mattina. La segretaria del Pd dice che “comprare gas russo aiuta solo Putin” e che bisogna pensare a fare più rinnovabili “come ha fatto Sanchez”. Ragionamento giusto, ma le rinnovabili, purtroppo, non crescono come i funghi, mentre le bollette degli italiani si. E allora in attesa delle rinnovabili invece del gas russo compriamo quello americano che costa dalle quattro alle cinque volte di più.
NO A RAFFORZARE PUTIN
Per la Schlein comprare gas russo “significherebbe rafforzare Putin finanziando la sua invasione criminale all’Ucraina”. E allora invece di rafforzare Putin che, va detto, non ha bisogno del nostro acquisto di gas per la sua guerra, continuiamo a indebolire gli italiani che fra un po’ non avranno più i soldi per far fronte al pagamento delle bollette.

PAESI DEMOCRATICI?
Ecco i principali paesi non democratici o “non liberi” (secondo indici come Freedom House) da cui l’Italia importa gas (dati 2023-2025):
Algeria: Attualmente è il primo fornitore di gas dell’Italia. Pur essendo una repubblica, il sistema politico algerino è descritto come autoritario, con forti limitazioni alle libertà civili e politiche.
Azerbaijan: Fornitore chiave tramite il gasdotto TAP. È un regime autoritario guidato da una presidenza di lunghissima durata (dal 2003), caratterizzato da repressione del dissenso e pulizia etnica nel Nagorno-Karabakh.
Libia: Fornitore storico tramite il gasdotto Greenstream. Il paese vive una situazione di instabilità politica cronica, con un controllo diviso tra fazioni armate e assenza di una democrazia strutturata.
Qatar: Principale fornitore di GNL (gas naturale liquefatto) via nave. È una monarchia assoluta dove i partiti politici sono vietati e i diritti umani sono limitati.
Nigeria, Congo, Guinea Equatoriale: Paesi africani da cui l’Italia importa GNL, spesso caratterizzati da instabilità politica, corruzione e regimi non pienamente democratici.
CONCLUSIONI
La conclusione è una sola e sarà sicuramente criticata: è facile dire no al gas russo per non aiutare Putin e pagare il gas americano di Trump, che in fatto di invasioni non ha nulla da invidiare a nessuno. E, sempre in fatto di democrazia, se comprassimo il gas solo da paesi che rispettano i diritti umani saremmo sempre al freddo.
