Conselice, il Comune della libertà di stampa, ha celebrato il ventennale dell’inaugurazione del monumento alla Pedalina, che ricorda gli stampatori clandestini fucilati tra il 30 settembre e l’1 ottobre 1944. L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale, dalla Federazione nazionale della stampa italiana e dall’Associazione della stampa Emilia-Romagna, le quali – assieme – cinque anni fa hanno dato vita all’Osservatorio sulla libertà di stampa.
Presenti i ragazzi dell’istituto comprensivo Foresti, che hanno lavorato sulla figura di Peppino Impastato, esempio di coraggio nella lotta alla mafia, realizzata tramite la sua radio indipendente Aut. A loro si è rivolto il presidente di Aser, Paolo Maria Amadasi: «Mi trovo di fronte a una platea di ragazzi che potrebbero essere miei nipoti, per raccontare loro il valore di questa professione. Parlare davanti alla pedalina mi dà sempre una certa emozione, ancor più nel ventennale della nascita di questo prezioso monumento». Amadasi ha sottolineato l’infondatezza del pregiudizio, che vorrebbe descrivere i giornalisti come una casta di lamentosi, quando questi si trovano a fronteggiare crescenti difficoltà. Il censimento di Reporters sans frontières colloca l’Italia al cinquantaseiesimo posto nella classifica mondiale: una posizione deludente nel contesto europeo, dove seguono solamente Ungheria, Bulgaria e Malta.

Giuseppe Mennella, segretario di Ossigeno informazione, ha poi sottolineato come solo nei primi sei mesi del 2026, centotrentotto giornalisti siano stati vittime di vessazione.
Consegnati riconoscimenti a Lorenzo Guadagnucci e Luciana Esposito. Il primo è noto per la narrazione in prima persona dei fatti avvenuti al G8 di Genova del 2001, quando fu vittima delle violenze della polizia durante la perquisizione fittizia della scuola Diaz. Durante l’incursione, il giornalista non poté nemmeno qualificarsi come giornalista, avendo seguito la manifestazione pacifica nel ruolo di comune cittadino. Da quell’esperienza Guadagnucci ha scritto diverse pubblicazioni, fra cui per ultima «Chiedo scusa se vi parlo del G8 di Genova», ed è stato fondatore del Comitato verità e giustizia, dedicandosi alla denuncia dei fatti, chiedendo chiarezza alle forze dell’ordine.
Luciana Esposito è stata premiata in virtù del suo coraggio nel raccontare il retroterra mafioso di Napoli est: un impegno che le è costato una netta limitazione della libertà personale: dal maggio 2025 vive sotto scorta. Parlando ai ragazzi, ha condiviso la sua esperienza: «Sono un’idealista e sogno di migliorare la realtà in cui vivo. Racconto della periferia che tutti conoscono per il murales di Maradona con Che Guevara, ma che costituisce il cosiddetto “triangolo della morte”. Uno spazio in cui dei bambini come voi, si ammalano in case contaminate dall’amianto e quando vedono i lampeggianti della polizia si mettono a piangere impauriti: la camorra è riuscita a inculcare loro il timore dello Stato».

Volendo consapevolizzare i ragazzi delle scuole di Conselice, avvicinandoli al mondo dell’informazione, Aser ha deciso di donare loro l’abbonamento ad alcune testate locali, come Resto del Carlino, Corriere di Romagna e il settimanale Sabato sera.
Infine, a nome di Fnsi, il segretario aggiunto Matteo Naccari ha portato i saluti della segretaria generale Alessandra Costante e si è rivolto ai colleghi, incoraggiandoli sul valore della solidarietà nella categoria: «Abbiamo necessità di un maggiore spirito di gruppo, così da poterci unire nelle comuni sfide professionali. In questi anni si sono persi migliaia di posti di lavoro e la ricerca delle notizie è stata appaltata a un esercito di precari pagati pochi euro per articolo. I redattori sono relegati al desk a smistare comunicati stampa, mentre il loro contratto resta bloccato, scaduto da dieci anni, sotto il giogo di editori miopi. Se vogliamo tornare ad essere liberi, dobbiamo riunirci e dire no tutti insieme».
