GARLASCO…

I Ris nel “mirino”

da idolatrati a sospettati

e “l’augurio” di Garofano

all’avvocato De Rensis

di Fabrizio Rappini

Passare da essere idolatrati, quasi il Vangelo delle investigazioni scientifiche, ad essere sospettati di depistare le indagini è una caduta devastante. Questi sono i RIS dei Carabinieri che sono sempre stati considerati praticamente infallibili. Sempre presenti sulle scene dei principali crimini che venivano commessi nel nostro Paese. Tanto amati che Mediaset gli dedicò una serie televisiva, “Ris, delitti imperfetti”, andata in onda su Canale 5 dal 12 gennaio 2005 al 18 marzo 2009. Ora, con quello che sta emergendo, sembrano ingiustamente precipitati nella polvere. L’Arma dei Carabinieri non merita tutto questo solo perché magari qualche suo uomo invece di difendere lo Stato e la verità ha eventualmente pensato a difendere solo il proprio ego e la propria notorietà. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi e, se per quegli sbagli e alcune omissioni c’è un innocente in carcere e un colpevole in libertà, bisogna porre rimedio. La gente ha bisogno di sentirsi protetta da chi indossa una divisa e non vedere le istituzioni che la devono proteggere, come nemici. Non è facile alla luce di quanto sta emergendo a Garlasco dopo quello che è scaturito dalle nuove indagini. Quelle relative ai pedali della bicicletta di Stasi dove in un primo momento venne trovata la presenza di sangue e Dna attribuiti a Chara Poggi, mentre in una seconda e terza analisi effettuate il giorno dopo non c’era più traccia. Quelle analisi negative non vennero mai date alla Pubblico ministero che conduceva indagini e nemmeno alla difesa di Alberto Stasi.

I DATI OMESSI

Si chiamano «raw data», i dati grezzi, e in pratica sono l’equivalente della «scatola nera» delle macchine di laboratorio. Nell’ambito di una indagine forense, sono quindi, i dati «non lavorati» prodotti direttamente dallo strumento di laboratorio durante l’analisi del DNA, prima delle successive elaborazioni e interpretazioni. La loro importanza è fondamentale perché consentono, almeno in linea di principio, di andare a ritroso dal risultato finale al dato strumentale originario e verificare come si è arrivati all’assegnazione degli alleli. È grazie a questi «dati grezzi» che la procura di Pavia, attraverso una consulenza affidata al genetista Carlo Previderè, ha scoperto la presenza di due analisi «successive» sul campione «bu_p» estratto dai pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi (entrambe con risultato zero) mai comunicate dai Ris, comandati dal generale Garofano, nel 2007 alla pm di Vigevano Rosa Muscio e alla difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.

PERCHE’?

Una dimenticanza, una sciatteria o una volontà vera e propria di depistare quelle indagini? La voglia di trovare un colpevole ad ogni costo da consegnare alla Giustizia per non perdere la popolarità acquisita fra la gente? Saranno le indagini, questa volta di spera senza dimenticanze o sciatterie varie, a dare una risposta nella speranza di arrivare finalmente alla verità.

L’ARMA DEI CARABINIERI

Non va demonizzata se qualche suo uomo ha fatto cose non belle. E possiamo stare certi che anche ai vertici dell’Arma, questa “pubblicità” non piace certamente e che quando sarà il momento sapranno prendere i giusti provvedimenti.

IL GENERALE GAROFANO

Sicuramente, anche se è in pensione da tempo, ai vertici dei Carabinieri non piacerà l’esposizione mediatica del loro ex rappresentante, soprattutto quando si presenta con una certa ghigna i suoi interlocutori. Qualche giorno fa, in una trasmissione Tv, si è rivolto all’avvocato De Rensis, difensore di Stasi che lo aveva chiamato “il generale in pensione”, con una frase piuttosto inquietante: “Avvocato, le auguro di arrivare anche lei alla pensione”. Cosa intendeva dire?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *