“Al bujêdi d’ Magalòt” verrà presentato venerdì sera a San Martino in Villafranca
Venerdì 23 ottobre 2026, alle 21.30 al termine della cena sociale organizzata dalla Pro Loco San Martèn che si svolgerà presso la Sala parrocchiale “Stefano Garavini” di San Martino in Villafranca, via Lughese 135, verrà presentato l’ultimo libro di Elio Ruffilli dal titolo ‘Al bujêdi d’ Magalòt” (Le boiate di Magalòt), con accesso libero a tutti. L’iniziativa è inserita nell’ambito dell’illustrazione del programma predisposto da Gilberto Laghi della decima rassegna teatrale “Quatar sbacarêdi cun e’ nòstar dialet” (Quattro risate con il nostro dialetto), che inizierà il prossimo 8 novembre e sarà articolata in 10 appuntamenti.
La serata di venerdì 23, che sarà coordinata da Patrizia Carpi, presidente della locale Pro Loco, e da Gabriele Zelli, sarà arricchita dagli intrattenimenti musicali proposti da Roberto (Bomber) Ruffilli.
Mentre si accinge a compiere ottant’anni Elio Ruffilli, detto Magalòt, ha terminato la sua ultima raccolta di zirudelle in dialetto romagnolo di San Martino in Villafranca dal titolo “Al bujedi” d’ Magalòt”. I testi dei vari componimenti sono caratterizzati dai ricordi delle origini contadine dell’autore e nel contempo riportano alla memoria molti personaggi del luogo realmente conosciuti, con cui ha lavorato o ha trascorso il tempo libero. Le zirudele, sono anche dedicate ad anniversari, ricorrenze, mangiate, serate goliardiche con amici, in spensieratezza, nonostante un recente periodo difficile vissuto in famiglia, ed ai momenti scherzosi passati col figlio Roberto ed il nipote Alessandro, soprattutto durante le partite di calcio dell’Inter, di cui tutta la famiglia Magalòt è tifosa.
Elio Ruffilli ha già pubblicato, con le prefazioni di Patrizia Carpi, presidente della Pro Loco San Martèn, e di Gabriele Zelli, “Al Dismari d’ Magalòt” (2019), “Al biscarédi d’ Magalòt” (2021) e nel 2023 “Am divartès incôra”,, tre libri di barzellette scritte in italiano, con battute finali ripetute in dialetto, che la critica ha definito affettuosamente e ironicamente “La Divina Commedia del buonumore”! Elio Ruffilli è infatti un ottimo barzellettiere e per esserlo occorre una buona memoria, servono i tempi giusti, ed anche una buona mimica non guasta, insomma ci vuole talento. Ruffilli ha sempre avuto una passione speciale per le barzellette. Fin da ragazzo sia nelle serate in famiglia sia in quelle mondane, non ha mai perso occasione per raccontarle e regalare momenti di ilarità e leggerezza ai presenti. Nel corso degli anni l’autore ha saputo trascrivere e catalogare le barzellette più belle, ottimamente raccolte in tre volumi, per regalare momenti di spensieratezza, senza dimenticare il suo forte legame con la tradizione e la sua passione per la lingua locale. La barzelletta come momento di comicità, assume ancora più colore e spessore se raccontata in dialetto, con sfumature che difficilmente riescono ad essere altrettanto grasse, gustose e divertenti se raccontate in italiano. L’unicità di questi testi consiste proprio nella conclusione di ogni barzelletta, con la battuta finale evidenziata e ripetuta in dialetto romagnolo, che completa la storia raccontata con una pennellata di colore, storia e tradizione.
“La Pro Loco San Martèn, associazione impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio locale, in particolare della coltivazione delle pesche con un’apposita iniziativa che si svolge da 13 anni nel corso del mese di luglio”, dichiara Patrizia Carpi, “ha intrapreso anche una serie di iniziative volte a tutelare il dialetto come elemento dell’identità culturale. Ne sono un esempio la rassegna teatrale dialettale che sta riscuotendo un successo crescente e gli appuntamenti come quello con Elio Ruffilli, che del vernacolo è decisamente un paladino”.
