BAGNACAVALLO. Dialoghi con mia madre è uno spettacolo che, con gli strumenti della commedia contemporanea, affronta uno dei temi più urgenti e trasversali della moderna società europea: il rapporto tra le generazioni e la gestione della vecchiaia all’interno della famiglia.
Un testo nato per il pluripremiato film argentino, scritto e diretto nel 2004 da Santiago Carlos Oves, e successivamente tradotto per il palcoscenico dal drammaturgo catalano Jordi Gàlceran che, con la sua scrittura profonda e ironica, ha costruito un’opera capace di coniugare profondità emotiva e costruzione narrativa con leggerezza e ironia.
Beppe Rosso dirige Laura Curino e Francesco Gargiulo in un nuovo allestimento del testo, co-prodotto da A.M.A. Factory ETS, Accademia Perduta/Romagna Teatri e Il Contato del Canavese e tradotto da Pino Tierno e Valentina Ghiglia, che andrà in scena al Teatro Goldoni di Bagnacavallo mercoledì 28 ottobre alle ore 21.
Al centro della vicenda vi è il confronto tra una madre anziana e il figlio cinquantenne, improvvisamente costretto a ridefinire il proprio ruolo familiare tra responsabilità economiche, senso di colpa, fragilità affettive e necessità pratiche. L’equilibrio già precario viene ulteriormente destabilizzato quando la madre rivendica con forza il proprio diritto alla libertà, all’autonomia e persino all’amore. La scrittura alterna leggerezza e tensione drammatica, costruendo un continuo gioco di ribaltamenti che coinvolgono lo spettatore sul piano emotivo e umano. Piccoli e grandi drammi affrontati con un linguaggio profondo e leggero capace di fare sorridere e ridere per le situazioni imprevedibili che si vengono a creare.
Tematiche
Il progetto si inserisce all’interno di una riflessione contemporanea sull’invecchiamento della popolazione e sulle trasformazioni della struttura familiare.
La domanda implicita che attraversa l’intera pièce riguarda il “dove mettere” la persona anziana in una società sempre più veloce, individualista e fragile dal punto di vista relazionale ed economico.
La vicenda mette in luce questioni profondamente attuali e tangibili, come le difficoltà nel conciliare il lavoro con la cura in ambito familiare, il ruolo del caregiver, l’impatto economico della gestione di persone anziane all’interno del nucleo familiare, il ribaltamento dei ruoli nel rapporto genitori-figli, il conflitto tra affetto e senso del dovere, il diritto delle persone anziane ad essere considerate ancora parte della società anche se viene meno la loro funzione produttiva, dunque l’attenzione al desiderio e alla progettualità. Attraverso il linguaggio della commedia, il testo rende accessibili temi complessi e universali, offrendo al pubblico occasioni di riconoscimento, riflessione e partecipazione emotiva.
Info: accademiaperduta.it
