RAVENNA. La terza giornata ravennate di ScrittuRa festival si svolgerà al Chiostro della Biblioteca Classense e parte alle 17 appuntamento dedicato ai più giovani lettori con 10 anni di libri per l’infanzia in città, a cura di Sara Panzavolta e Momo Libreria per ragazzi.
Alle 18.00 incontro con Sandro Ferri, scrittore ed editore della casa editrice e/o che ha scoperto e lanciato tre gli altri Elena Ferrante e Valerie Perrin, che presenterà “Altro l’anima cerca” (e/o), saga familiare che attraversa generazioni e i territori rischiosi della libertà in dialogo con Matteo Cavezzali.
Si può contenere una saga in meno di cento pagine, padri, figli, figlie; tenere assieme nel racconto le esplorazioni erotiche di un ventenne, la lotta partigiana, i party dell’editoria londinese, l’attentato di via Rasella? È mai possibile che un uomo, ribelle e contestatore da giovane, ricorra all’onironautica, un’equivoca pratica di controllo dei sogni, per incontrare il padre e chiedergli come fosse “scomparso” molti anni prima? E questo stesso uomo può riuscire a parlare con la figlia e farsi raccontare come ha messo su una piccola, intrepida casa editrice in Gran Bretagna, ai tempi della Brexit? Gettare un ponte tra le culture, quando sembrava che nessuno volesse sentirne parlare?
Cos’è poi questa libertà che tutti e tre, in epoche e circostanze diverse, vanno cercando? Il nonno alla guida di una brigata di anarchici e comunisti per liberare un pezzo di Romagna dai nazisti; suo figlio, vagando dalla mattina a notte fonda per le strade di Bologna, tra scontri di piazza e baci rubati; la nipote assumendosi la responsabilità di un’impresa gravosa ma affascinante, perché per lei libertà e responsabilità devono coincidere. Libertà – canta il poeta Kavafis – è ciò che l’anima cerca.
Alle 21.00 protagonista Veronica Raimo con “Non scrivere di me” (Einaudi), romanzo che parte dalla morte di Dennis May per raccontare un finale sbagliato e una storia ancora aperta. In dialogo con Lucia Bonatesta.
Dennis May è morto. Per il mondo è una notizia tra le tante, per S. è il finale sbagliato della propria storia. Dennis è stato l’oggetto della sua devozione e l’artefice della sua umiliazione, la possibilità di immaginare un’altra vita e l’infinito autoinganno. Se oggi S. fa la cameriera e disprezza quasi tutto è a lui che lo deve. O forse è solo un alibi. Con una voce magnetica, tenera e spiazzante, Veronica Raimo racconta lo scandalo del desiderio che si annida nel trauma, il ridicolo che si accompagna alla tragedia, il dubbio che a definire la nostra storia – più ancora di quanto è accaduto – sia quello che, nell’ottundimento della rabbia o dell’amore, continuiamo ad aspettare. «È il senso costante di reversibilità a causare dolore, l’idea che possiamo ancora cambiare le cose». L’ultima volta che ha visto Dennis May dal vivo – Dennis May “vivo” – S. aveva addosso dei jeans scuri e una maglia color smeraldo. Ora quei vestiti sono sepolti in cantina, pezzo forte di una collezione degli orrori insieme a un Nokia con i messaggi di Dennis e una locandina autografata di “Lark”, il film che lo aveva trasformato in un attore e regista di culto.
Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito. Consulta il programma completo su www.scritturafestival.com
